Domenica, 16 Maggio 2021
Ambiente

Rigassificatore, ecco cosa riporta il documento della Commissione Via

BRINDISI - Spuntano proprio nelle ore che precedono la manifestazione di protesta per dire di no al rigassificatore, i dettagli sul documento con cui la Commissione tecnica per la Via ha espresso il parere positivo alla costruzione dell’impianto a Capo Bianco. Si tratta ovviamente di un documento ricco di prescrizioni alle quali la Lng dovrà attenersi scrupolosamente. Ma la notizia ormai nota da mesi trova ora conferma nelle carte, nelle quali si distingue tra: fase preliminare all’inizio dei lavori, fase di cantierizzazione, fase di esercizio e progetto di dismissione a fine esercizio.

Una veduta di parte della zona industriale di Brindisi

BRINDISI - Spuntano proprio nelle ore che precedono la manifestazione di protesta per dire di no al rigassificatore, i dettagli sul documento con cui la Commissione tecnica per la Via ha espresso il parere positivo alla costruzione dell'impianto a Capo Bianco. Si tratta ovviamente di un documento ricco di prescrizioni alle quali la Lng dovrà attenersi scrupolosamente. Ma la notizia ormai nota da mesi trova ora conferma nelle carte, nelle quali si distingue tra: fase preliminare all'inizio dei lavori, fase di cantierizzazione, fase di esercizio e progetto di dismissione a fine esercizio.

Si tratta comunque di valutazioni che fanno riferimento alla colmata già realizzata ed al suo completamento. Non sono invece soggette al parere le altre parti di colmata previste dal Prp, e più precisamente l'area ad ovest del molo-canale ex Enichem, adibita a deposito costiero, l'area Pol della Marina Militare Italiana a est dell'impianto ed il molo di sottoflutto tra le isole Pedagne.

Prima dell'inizio dei lavori, è richiesto uno studio per l'identificazione delle possibili condizioni di esposizione, delle comunità coinvolte, ai rischi per la salute che derivano dalla cantierizzazione (dragaggi inclusi) e dall'esercizio dell'impianto. E' previsto il rispetto di tutte le normative di sicurezza in caso di parziale interramento dei serbatoi, ma nel complesso per tutte le attività di utilizzo del pontile bisognerà seguire modalità che si richiamano proprio al piano di sicurezza portuale della Capitaneria.

Oltre agli studi accurati su cosa fare in caso di rischi sismici, è richiesto anche un minimo di 10 sondaggi stratigrafici di cui almeno 4 profondi al fine di dettagliare con sufficiente approssimazione la geologia del sottosuolo. Nella realizzazione dei sondaggi, ed in particolare di quelli profondi, dovranno essere applicate tutte le misure atte ad impedire qualsiasi movimentazione degli inquinanti. E particolare cura viene richiesta anche per la fauna marina. E qui si entra nella fase relativa alla cantierizzazione.

Queste le regole alle quali bisognerà attenersi: l'ampiezza della fascia di lavoro dovrà essere limitata a quella strettamente necessaria alle esigenze di cantiere; gli scavi e i lavori di posa della condotta dovranno essere eseguiti nei periodi di magra e comunque non dovranno costituire ostacolo al regolare deflusso delle acque; i lavori dovranno essere effettuati al di fuori del periodo riproduttivo della fauna; il prelievo e lo scarico delle acque di collaudo del metanodotto dovrà essere eseguito sotto la sorveglianza dell'Arpa.

Nella fase di esercizio, la Lng dovrà garantire che le navi metaniere utilizzino le migliori tecnologie disponibili relativamente alla sicurezza marittima ed alla prevenzione degli inquinamenti. Infine, prima dell'entrata in esercizio dell'impianto, dovrà essere predisposto il progetto di dismissione a fine esercizio (definito decommissioning).

Il progetto dovrà specificare: le scelte strategiche, di progettazione e di attuazione del decommissioning, le previsioni in termini di produzione di rifiuti; le tecniche di taglio, segmentazione e demolizione di sistemi, componenti ed edifici; gli interventi necessari al ripristino geomorfologico e vegetazionale dei luoghi; le tecniche di decontaminazione; gli interventi da attuarsi anche per il ripristino ambientale dei fondali marini interessati dalle fondazioni del pontile; l'analisi dei costi.

Il piano esecutivo della dismissione dovrà essere aggiornato cinque anni prima della cessazione definitiva delle attività del Terminale e la sua esecuzione dovrà essere a completo carico della Lng.

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