Rigassificatore, Legambiente chiede al ministero l'annullamento della Via favorevole

ROMA - Legambiente nazionale ha diffidato il ministro dell’Ambiente e la Commissione VIA-VAS, sottocomitato Via, ad annullare in autotutela il recente giudizio di compatibilità ambientale espresso in merito alla realizzazione del rigassificatore nel porto di Brindisi. Ciò in quanto legambiente ritiene che la Commissione VIA-VAS fosse chiamata, fra l’altro – e non lo avrebbe fatto – ad attenersi alle disposizioni della Direttiva Europea 85/337 CEE ed a valutare perciò complessivamente e specificamente l’impatto dell’impianto di rigassificazione di Brindisi Lng sul territorio, gli effetti ed i rischi di questo e delle sue opere ed attività connesse, partendo dalla “opzione zero”, anche questa non valutata.

Il cantiere del rigassificatore prima del sequestro

ROMA - Legambiente nazionale ha diffidato il ministro dell'Ambiente e la Commissione VIA-VAS, sottocomitato Via, ad annullare in autotutela il recente giudizio di compatibilità ambientale espresso in merito alla realizzazione del rigassificatore nel porto di Brindisi. Ciò in quanto legambiente ritiene che la Commissione VIA-VAS fosse chiamata, fra l'altro - e non lo avrebbe fatto - ad attenersi alle disposizioni della Direttiva Europea 85/337 CEE ed a valutare perciò complessivamente e specificamente l'impatto dell'impianto di rigassificazione di Brindisi Lng sul territorio, gli effetti ed i rischi di questo e delle sue opere ed attività connesse, partendo dalla "opzione zero", anche questa non valutata.

La Commissione ministeriale riconosce - sottolinea Legambiente - che vadano sottoposte a giudizio di compatibilità ambientale la colmata, il più volte variato pontile, i serbatoi, il metanodotto e la movimentazione di gasiere (quali e quante in un anno ?), ma rimanda ad altri tempi ed a presunti nuovi progetti, gli approfondimenti, le analisi, perfino le caratterizzazioni dei siti inquinati, atti che sono - per legge - preliminari e pregiudiziali rispetto all'emissione del giudizio di compatibilità ambientale.

La Commissione disattende del tutto gli obblighi di legge e delle stesse disposizioni del Ministero dell'Ambiente, prosegue Legambiente in una nota, in merito ad una corretta e "complessiva" VIA ed a quell'atto endoprocedimentale che è il NOF, che non è stato rinnovato da Brindisi Lng malgrado una precedente prescrizione dello stesso ministero dell'Ambiente; questo infatti valuta la presenza dei diversi scenari di criticità ambientale e di rischio di incidente rilevante che si interconnettono fra di loro ed alla realizzazione del rigassificatore.

Legambiente, con altre associazioni, ha già presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Brindisi, opportunamente motivato ed argomentato, con cui chiede di verificare se negli atti e nei comportamenti di coloro che hanno condotto e stanno conducendo la lunga, tortuosa e controversa istruttoria ministeriale autorizzativa, siano configurabili reati. Legambiente rimette alla Commissione Europea ed alla stessa Procura la presente diffida al fine di verificare la rispondenza degli atti prodotti dalla Commissione ministeriale alla normativa comunitaria vigente, al fine di stabilire la liceità delle determinazioni a cui la commissione VIA-VAS è giunta.

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