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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Ambiente

Rigassificatore, no della Provincia

BRINDISI - Un no anche al nuovo progetto del rigassificatore di Capo Bianco, dopo quello della Regione Puglia arriva anche dalla Provincia di Brindisi. E in questo caso non si tratta di una posizione ideologica preconcetta, come amano ripetere i managere di Brindisi Lng e di British Gas, ma di un parere tecnico motivato.

BRINDISI - Un no anche al nuovo progetto del rigassificatore di Capo Bianco, dopo quello della Regione Puglia arriva anche dalla Provincia di Brindisi. E in questo caso non si tratta di una posizione ideologica preconcetta, come amano ripetere i managere di Brindisi Lng e di British Gas, ma di un parere tecnico motivato.

"La Provincia di Brindisi, a pochi giorni dalla scadenza dei termini, ha espresso parere non favorevole di compatibilità ambientale alla procedura di Verifica di assoggettamento a VIA richiesta dalla Brindisi Lng per il parziale interramento dei serbatoi di contenimento di gas naturale liquefatto (Fnl). E' quanto è stato comunicato - fa sapere un comunicato di Palazzo De Leo - con una nota inviata al Ministero dell'Ambiente e delle Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al Ministero dello Sviluppo economico e a Regione Puglia, Comune di Brindisi e Brindisi Lng".

Sulle ragioni tecniche che sorregono il parere negativo, c'è una dichiarazione del presidente Massimo Ferrarese: "Dopo un esame attento del progetto modificato presentato dalla Brindisi Lng e alla scadenza dei termini di presentazione del parere richiesto attraverso una nota presentata dalla stessa società, non sono emerse sostanziali novità tale da consentire una revisione del parere già espresso con le deliberazioni della giunta provinciale negli anni 2008 e 2009. Pertanto abbiamo ribadito il nostro parere non favorevole alle modifiche proposte con il progetto di adeguamento alle prescrizioni del Decreto di Via n. 366 del 2010".

Nel particolare, viene sottolineato nel parere al Ministero, " il progetto in questione prevede la costruzione di due serbatoi parzialmente interrati al fine di garantirne la quota massima di elevazione fuori terra di 31 metri. Per fare ciò sarebbe necessario realizzare due pozzi all'interno dei quali i due serbatoi saranno successivamente costruiti. Dalla documentazione presentata si rileva che l'area di scavo dei pozzi dei serbatoi interesserà una superficie complessiva di 1.3 ettari (0.65 ha per ogni serbatoio) e sarebbero movimentati circa 385.000 metri cubi di diverse tipologie di terreno tra cui materiale di riempimento della colmata già realizzata e materiale in posto sottostante la colmata costituito da panchina e limi ed argille calabriane".

£A fronte di questi dati, delle altre fasi di movimento terra nella parte sud della colmata esistente e dei volumi e delle tipologie di terreno coinvolti nelle attività di scavo - conclude la nota - la Provincia di Brindisi non ha ritenuto che la documentazione prodotta fosse sufficiente ed adeguata per procedere ad una modifica del parere di compatibilità ambientale".

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