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Sabato, 27 Novembre 2021
Ambiente

Sbitri: 450 mila euro per bonificare in un mese

BRINDISI – “Uno scempio che può essere risolto solo grazie all’azione congiunta delle istituzioni”. Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti ammette l’impossibilità a risolvere da solo il problema dell’amianto presente a Sbitri. Servirà infatti l’intervento della Regione e della Provincia per liberare dalle tonnellate di amianto l’area, a pochi metri dal mare, lungo la litoranea nord di Brindisi. I primi 450 mila euro dovrebbero permettere la prima fase di pulizia, quella più urgente, con cui sarà smaltito l’eternit incapsulato lo scorso anno.

BRINDISI - "Uno scempio che può essere risolto solo grazie all'azione congiunta delle istituzioni". Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti ammette l'impossibilità a risolvere da solo il problema dell'amianto presente a Sbitri. Servirà infatti l'intervento della Regione e della Provincia per liberare dalle tonnellate di amianto l'area, a pochi metri dal mare, lungo la litoranea nord di Brindisi. I primi 450 mila euro dovrebbero permettere la prima fase di pulizia, quella più urgente, con cui sarà smaltito l'eternit incapsulato lo scorso anno.

"In trenta giorni riusciremo a ripulire quest'area e a ridare dignità a questo tratto di costa - ha spiegato l'assessore regionale all'Ambiente Lorenzo Nicastro - poi cominceremo anche a progettare la rinaturalizzazione del posto che dovrebbe tornare sgombero dai ruderi in fretta".

Il piano di recupero prevede lo stanziamento di 450 mila euro che, in realtà, serviranno alla prima fase dei lavori: per completare la pulizia, ne occorrono almeno il doppio. La Regione, attraverso due appositi programmi per le bonifiche, metterà a disposizione della Provincia 450 mila euro in due fasi: prima 250 mila, già stanziati con l'approvazione del consiglio provinciale di lunedì scorso, poi altre 200 mila euro per completare la bonifica dell'amianto.

Le villette abusive costruite trent'anni fa e demolite per ordine della magistratura che ha anche disposto il sequestro del sito, erano costruite con tettoie in eternit che, nella demolizione, sono state distrutte: questo materiale, altamente cancerogeno, è stato incapsulato lo scorso anno con i primi 50 mila euro messi a disposizione dal Comune.

Questa mattina un sopralluogo degli assessori regionali a Opere pubbliche e Ambiente, Fabiano Amati e Nicastro, insieme al presidente della Provincia Massimo Ferrarese e al sindaco è servito a superare il problema delle competenze (l'area è di proprietà del Demanio marittimo, la gestione spetta al Comune ma l'ente responsabile della questione ambientale è la provincia) e a stabilire anche il crono programma dei lavori.

Entro il 5 luglio cominceranno le operazioni di pulizia, per le quali è comunque necessaria l'autorizzazione della magistratura che ha disposto il sequestro. Con il denaro a disposizione, l'amianto incapsulato sarà raccolto e smaltito in discariche per rifiuti pericolosi. A quel punto però, sarà necessario reperire nuovi fondi per completare la demolizione della baraccopoli e per smaltire le macerie inerti: un piccolo risparmio rispetto al primo preventivo di spesa potrà essere realizzato, smaltendo nell'impianto di frantumazione del Comune le macerie.

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