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Se il centro storico è una voliera

MARTINA FRANCA - È luogo comune pensare che città e natura non possano convivere, o, persino, che siano tra loro inconciliabili. Ma, per fortuna, non sempre è così. La provincia tarantina ne rappresenta un’esemplare eccezione. Gli attivisti del WWF hanno rilevato la presenza di ben 52 specie di uccelli che svolazzano nei cieli di Martina Franca nelle diverse stagioni dell’anno.

MARTINA FRANCA - È luogo comune pensare che città e natura non possano convivere, o, persino, che siano tra loro inconciliabili. Ma, per fortuna, non sempre è così. La provincia tarantina ne rappresenta un'esemplare eccezione. Gli attivisti del WWF hanno rilevato la presenza di ben 52 specie di uccelli che svolazzano nei cieli di Martina Franca nelle diverse stagioni dell'anno.

Pare, infatti, che la città offra agli uccelli, nei suoi spazi, opportunità di alimentazione e nidificazione, tanto da rendere questi volatili dipendenti dall'attività dell'uomo e del suo edificato. Ed è proprio per questo che gli attivisti del Wwf si stanno prodigando per salvaguardare la vita di questi volatili, minacciati da interventi di ristrutturazione da parte dell'uomo, poco attento alle loro esigenze.

Visitare le strade della città, ascoltando solo i canti e i rumori degli uccelli, è un'occasione che l'associazione culturale Genius Loci, in collaborazione col Wwf, non vuole fare perdere a tutti coloro che volessero farlo. Gli interessati potranno presentarsi sabato 28 aprile, alle ore 17.00, presso l'arco di Santo Stefano ( piazza XX Settembre), previa prenotazione al 3394478979, muniti di binocolo, guida al riconoscimento degli uccelli, taccuino e fotocamera, per una piacevole ed inconsueta passeggiata nel centro storico di Martina Franca.

Qui, potranno vedere il grillaio, un falco migratore che vive nella cavità di edifici e sottotetti, il rondone, specie fortemente sinantropica, ed ancora, nei giardini e tra le alberature, ci si potrà rilassare tra i canti di merli, cardellini e capinere. Chi vorrà trattenersi fino alle ore crepuscolari, potrà osservare assioli, gufi e civette. Un' "oasi naturale", la si potrebbe definire, nella speranza che l'uomo, come suo solito fare, non ne distrugga l'inusuale esistenza e bellezza.

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