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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Ambiente

Sequestrata mini-centrale della Sfir

BRINDISI - Personale del comando provinciale della Forestale di Brindisi ha sottoposto a sequestro preventivo i due motori diesel alimentati a biomasse della centrale termoelettrica interna alla raffineria di zucchero Sfir, nell'area di Costa Morena. L'intervento non ha provocato il fermo produttivo della raffineria, che può continuare ad alimentare i propri processi con l'altra caldaia, quella a ciclo combinato a metano. Il sequestro è legato quasi certamente alla diffida che il dirigente del Settore ecologia della Provincia, Pasquale Epifani, aveva inviato alla stessa Sfir a metà ottobre 2011, in cui veniva fissato un termine di sette giorni per adeguare alla normativa le emissioni orarie della stessa centrale interna.

BRINDISI - Personale del comando provinciale della Forestale di Brindisi ha sottoposto a sequestro preventivo i due motori diesel alimentati a biomasse della centrale termoelettrica interna alla raffineria di zucchero Sfir, nell'area di Costa Morena. L'intervento non ha provocato il fermo produttivo della raffineria, che può continuare ad alimentare i propri processi con l'altra caldaia, quella a ciclo combinato a metano. Il sequestro è legato quasi certamente alla diffida che il dirigente del Settore ecologia della Provincia, Pasquale Epifani, aveva inviato alla stessa Sfir a metà ottobre 2011, in cui veniva fissato un termine di sette giorni per adeguare alla normativa le emissioni orarie della stessa centrale interna.

Così, a quanto pare, non è stato. La nota della Provincia era stata trasmessa anche ad Arpa, Asl, Asi, ed al Comune di Brindisi, oltre che alla Società fondiaria industriale romagnola. Da qui l'intervento odierno della Forestale, coaudiuvata da una squadra di tecnici dell'Arpa. Non vi sono notizie ufficiali sull'operazione, ma secondo alcune fonti Sfir non sarebbe stata in grado di produrre una documentazione completa circa gli interventi prescritti, e quindi da attuare. Ciò che è stato fermato, comunque, è il business parallelo realizzato da Sfir a Brindisi, parallelo alla raffinazione dello zucchero grezzo di canna della quota comunitaria assegnata all'Italia.

Si tratta della produzione di energia elettrica che viene immessa in rete a 150 kV con priorità di spacciamento. Tutta l'energia elettrica in surplus prodotta dai due motori diesel da 17 megawatt ciascuno, alimentati ad olio di palma importato dall'Indonesia (e non certo dall'indotto locale di colture di semi promesso e mai nato), finisce infatti nella rete nazionale e secondo il piano industriale per lo stabilimento di Brindisi dovrebbe fruttare anche 370mila certificati verdi l'anno.

Come funziona il sistema? In breve i cascami termici della produzione elettrica - che in parte viene assorbita dalla fabbrica - vengono utilizzati per la copertura dei fabbisogni dei cicli produttivi della raffinazione dello zucchero, mentre la produzione di energia elettrica in esubero viene venduta quotidianamente sul mercato dell'energia. I fumi di scarico dei motori, dopo un processo di filtraggio e purificazione, vanno a finire in due caldaie Garioni a recupero, in grado di produrre vapore a 400 gradi centigradi di temperatura e a 30 atmosfere di pressione, impiegato appunto per i cicli di raffinazione.

In aggiunta, o in alternativa, c'è un'altra minicentrale termoelettrica, ma alimentata a metano, che utilizza una caldaia Galleri da 60 t/h e 30 bar. E' quella che oggi la Forestale ha lasciato in funzione e che attualmente sostiene i cicli della raffineria. Concludendo, lo stop riguarda in ultima analisi la produzione elettrica di Sfir Brindisi, un aspetto dell'operazione sempre tenuto in secondo piano, ma che è quello contestato dagli ambientalisti anche in tempi non sospetti, quelli in cui tanti hanno partecipato alla torta degli appalti della raffineria.

E' il terzo impianto industriale fermato a partire dalla fine del 2010, contando anche alcune linee di Sanofi Aventis e il sistema delle torce di emergenza di Polimeri Europa. Una ridda di critiche si era scatenata sugli inquirenti e sulle agenzie interessate per aver sottoposto a rischio il funzionamento delle fabbriche e i posti di lavoro. Nel nostro piccolo, da molte settimane e non casualmente teniamo aperto un sondaggio in cui poniamo ai lettori la domanda se la responsabilità di queste situazioni sia delle aziende oppure se siano esagerati i controlli: il 63 per cento ha votato attribuendo la responsabilità maggiore alle aziende. Va ricordato che già il 23 aprile del 2011 la Forestale aveva sottoposto a sequestro un'area interna al perimetro dello stabilimento Sfir dopo la tracimazione nei terreni vicini di acque reflue dei cicli di lavorazione oggetto di scarico non autorizzato.

Dal canto suo, l'amministratore delegato di Sfir, Bassi, ha diffuso sulla vicenda il sequente comunicato: "In relazione al sequestro preventivo dell'unità di produzione di energia elettrica e termica composta da due motori a combustione interna alimentati a olio vegetale, notificata questa mattina al direttore dello stabilimento Sfir Raffineria di Brindisi da parte del Corpo Forestale dello Stato, la società ha preso atto del provvedimento e ha assicurato alle Autorità Competenti la più completa disponibilità e collaborazione nel corso dello svolgimento delle indagini".

"Il sequestro preventivo - prosegue la nota - non riguarda l'impianto di raffinazione dello zucchero grezzo di canna, che continua regolarmente l'attività. La Società Sfir Raffineria di Brindisi ritiene di avere messo in atto tutte le misure necessarie ad assicurare il pieno funzionamento dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera. Dal riavvio dei motori per la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel mese di gennaio di quest'anno, si sono verificati solo episodi isolati di superamento del limite orario di emissione, mentre i valori medi giornalieri di emissione in atmosfera sono sempre risultati abbondantemente al di sotto dei limiti previsti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale, per tutti i parametri monitorati in continuo, garantendo un elevato livello di protezione dell'ambiente e del territorio circostante".

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