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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Ambiente

Sfir-procura: incontro sulle cose da fare

BRINDISI - Anche per il caso Sfir, legato alle emissioni fuorilegge della centrale termoeletrica interna ad olio di palma, tra azienda e procura della Repubblica è stato avviato un confronto sulle misure che si dovranno adottare nella raffineria di zucchero di Costa Morena per eliminare il problema, ed ottenere così - si presume - la facoltà d'uso dell'impianto il cui compito principale nopn è quello di alimentare i processi di raffinazione dello zucchero grezzo di canna, bensì il business della produzion e di energia elettrica da collocare sul libero mercato secondo gli impegni assunti dall'azienda.

BRINDISI - Anche per il caso Sfir, legato alle emissioni fuorilegge della centrale termoeletrica interna ad olio di palma, tra azienda e procura della Repubblica è stato avviato un confronto sulle misure che si dovranno adottare nella raffineria di zucchero di Costa Morena per eliminare il problema, ed ottenere così - si presume - la facoltà d'uso dell'impianto il cui compito principale nopn è quello di alimentare i processi di raffinazione dello zucchero grezzo di canna, bensì il business della produzion e di energia elettrica da collocare sul libero mercato secondo gli impegni assunti dall'azienda.

Si è già svolto, secondo fonti accreditate, un incontro tra il pm Antonio Costantini e gli avvocati di Sfir, Massimo Manfreda del Foro di Brindisi e Giorgio Fabbri giunto dall'Emilia Romagna. In questo colloquio sarebbero già state individuate le criticità e il modo per risolvere i problemi. Ora gli avvocati della difesa dovranno valutare con la Sfir anche tecnicamente tempi e modalità dell'attuazione delle contromisure necessarie indicate dalla procura, quindi si procederà ad una ulteriore incontro col pm.

La centrale termoelettrica a biomasse, alimentata da due diesel da 17mila megawatt ciascuno, a olio di palma, è stata posta sotto sequestro preventivo dal Corpo Forestale dello Stato (procedura completata il 29 febbraio), dopo una ammonizione giunta dal Servizio ecologia della Provincia di Brindisi, che aveva rilevato numerosi sforamanenti della media oraria delle emissioni rispetto alle prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale. Ad evitare il fermo della produzione di zuchero raffnato provvede in questi giorni una seconda minicentrale interna, ma a ciclo combinato a metano.

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