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Si riaccendono le tensioni in Monteco, i sindacati dichiarano lo stato di agitazione

BRINDISI – Tutte le sigle sindacali (confederali più Ugl, Fiadel e Usae), con esclusione del Cobas impegnato con la gestione delle richieste dei “cento disoccupati”, hanno firmato oggi la proclamazione dello stato di agitazione in Monteco, ai sensi della legge 146/90, per avviare le cosiddette procedure di raffreddamento. Considerando che anche al centro della vertenza dei “cento” c’è soprattutto la richiesta di assunzione in Monteco, si può dire che l’accerchiamento della società che gestisce il servizio di igiene urbana a Brindisi (raccolta, trasporto e differenziata) sia completo. Resta da vedere se si tornerà alla situazione della scorsa estate, chiusa con un accordo ma costata anche parecchie denunce per interruzione di pubblico servizio.

BRINDISI - Tutte le sigle sindacali (confederali più Ugl, Fiadel e Usae), con esclusione del Cobas impegnato con la gestione delle richieste dei "cento disoccupati", hanno firmato oggi la proclamazione dello stato di agitazione in Monteco, ai sensi della legge 146/90, per avviare le cosiddette procedure di raffreddamento. Considerando che anche al centro della vertenza dei "cento" c'è soprattutto la richiesta di assunzione in Monteco, si può dire che l'accerchiamento della società che gestisce il servizio di igiene urbana a Brindisi (raccolta, trasporto e differenziata) sia completo. Resta da vedere se si tornerà alla situazione della scorsa estate, chiusa con un accordo ma costata anche parecchie denunce per interruzione di pubblico servizio.

L'oggetto della frizioni odierne è stata l'assenza di Monteco ad una riunione indetta presso l'assessorato provinciale al Mercato del lavoro, su un ordine del giorno che l'azienda riteneva vago, per questo rimandando il confronto con le sigle sindacali più rappresentative al 21 marzo presso Confindustria. Ma pare via sia un pressing delle organizzazioni dei lavoratori affinchè sia mediatore della vertenza, invece l'assessore provinciale Enzo Ecclesie. Sembra l'imbocco di un vicolo cieco, e comunque le procedure di raffreddamento prevedono un passaggio presso l'assessorato al Mercato del Lavoro.

Cosa contestano i sindacati all'avvio di questo possibile braccio di ferro? Lo dice un comunicato: "Il mancato rispetto degli accordi sottoscritti e riconosciuti validi con le società precedenti già accettati dalla Monteco Srl nel passaggio di cantiere dei lavoratori in sede di Confindustria provinciale, così come previsto dall'articolo 6 del Ccnl, che sono stati unilateralmente cambiati e siamo ancora in attesa del ripristino di quelle voci in busta paga, così come precedentemente concordato con l'Assessorato provinciale al Mercato del Lavoro. Siamo venuti a conoscenza da parte dei lavoratori che l'azienda unilateralmente sta attuando turnazioni lavorative diverse da quelle effettuate in precedenza".

Poi ancora: "Attualmente continuano ad operare lavoratori provenienti da altre gestioni di appalti dei quali non si conoscono né mansioni, né tipologia contrattuale; viene imposto ai lavoratori di rovistare nelle buste dei rifiuti con le mani alla ricerca di materiale estraneo alla tipologia della raccolta effettuata, contravvenendo alle normative sulla salute e sicurezza. Le scriventi sono in attesa di avere risposte conclusive per le variazioni organizzative che la società ha messo in atto senza il confronto preventivo, come concordato nel mese di agosto 2010; eccessivo uso delle contestazioni disciplinari per futili motivi, attuando di fatto azioni repressive nei confronti dei lavoratori con riflessi psicologici quotidiani negativi per gli stessi".

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