"Sindaco e pm ora sequestrino"

BRINDISI - Il processo del 12 dicembre prossimo rischia di diventare un feticcio, attorno al quale ognuno danza a modo suo ma senza affrontare la questione di fondo del tipo di sviluppo su cui indirizzare la città. Perché ci sono le questioni ambientali, ma anche quelle del lavoro, della qualità della vita, della formazione, delle nuove politiche urbanistiche. Chi dice che la questione ha forti segni di vigilia elettorale dunque non sbaglia, e si sfiora il paradosso degli scambi di biglietti da visita tra avversari naturali. Perché il filo della politica a Brindisi non è stato ancora recuperato.

Euprepio Curto

BRINDISI - Il processo del 12 dicembre prossimo rischia di diventare un feticcio, attorno al quale ognuno danza a modo suo ma senza affrontare la questione di fondo del tipo di sviluppo su cui indirizzare la città. Perché ci sono le questioni ambientali, ma anche quelle del lavoro, della qualità della vita, della formazione, delle nuove politiche urbanistiche. Chi dice che la questione ha forti segni di vigilia elettorale dunque non sbaglia, e si sfiora il paradosso degli scambi di biglietti da visita tra avversari naturali. Perché il filo della politica a Brindisi non è stato ancora recuperato.

Così, una tantum, Brindisi Bene Comune dice che “bene ha fatto il presidente Ferrarese quindi nell'annunciare la costituzione di parte civile nei confronti non solo dei dipendenti Enel, ma anche chiedendo che in sede civile venga chiamata in causa la stessa Enel. Non ci interessa la dietrologia su tale decisione: essa andava presa e così è stato”. Ma subito dopo rileva che “tale decisione fa anche piazza pulita di quella bozza di testo per le convenzioni che lo stesso Ferrarese ha più volte affermato di essere pronto a firmare. Se ci si costituisce parte civile e si chiedono danni per 500 milioni di euro è del tutto evidente che non si può firmare la convenzione scritta sotto dettatura da Enel”.

E ancora, il movimento rappresentato in consiglio da Riccardo Rossi afferma che “quella bozza è oggi carta straccia e occorre riaprire immediatamente un tavolo con le altre istituzioni ed  Enel per arrivare ad un testo in difesa del territorio e che dia reali vantaggi alla nostra città in termini ambientali ed economici. Certo ci aspettiamo anche un comportamento coerente dal Presidente Ferrarese come patron della squadra di basket”. Quindi c’è condivisione di una proposta ma non adesione alla linea del presidente della Provincia.

“Le stesse considerazioni valgono per il Comune. Già nell'ultimo consiglio comunale del 9 agosto abbiamo chiesto al sindaco Consales di costituirsi parte civile. Ci sembrano pelose – si afferma nel comunicato di Brindisi Bene Comune - e da azzeccagarbugli le argomentazioni di chi si nasconde dietro la delibera del sindaco Mennitti, che noi contestiamo,  del febbraio 2010. E' evidente che era riferita ad uno specifico procedimento il 947/05 e sanava la situazione sino al 22 febbraio 2010. Niente quindi impedisce la costituzione di parte civile per un procedimento che ha riferimenti temporali differenti, arrivando in pratica ai giorni nostri.

Tuttavia le conclusioni cui giunge il movimento di Riccardo Rossi sono più radicali rispetto ad una costituzione di parte civile: “Ma la nostra richiesta al sindaco Consales  e anche alla magistratura va ben oltre la semplice richiesta di costituzione di parte civile nel processo del 12 dicembre. Il provvedimento del magistrato individua nel carbonile scoperto e nel nastro trasportatore la causa della dispersioni di polveri di carbone. Non comprendiamo come mai, a differenza di quanto successo per il carbonile in uso da Edipower e nella vicenda Ilva, non si sia proceduto al sequestro del nastro trasportatore e del carbonile scoperto. Nessun accorgimento è stato preso e quindi la dispersione delle polveri continua. E con tale dispersione continua il danno all'ambiente e alla salute. Chiediamo quindi al sindaco Consales come primo responsabile della salute dei brindisini e anche alla magistratura coerenza e quindi il sequestro del nastro e del carbonile scoperto”.

Insomma, come nel finale di un celeberrimo film di Sergio Leone, tutti cercano la stessa cosa, ma finiscono col trovarsi impegnati in un duello multiplo in cui ognuno deve guardarsi dall’altro, aspettandosi non una, ma due pallottole da direzioni diverse. E’ chiaro, comunque, che le decisioni saranno prese non in consiglio comunale, ma prima. Il consigliere regionale di Fli, Euprepio Curto, ha una cosa da dire a tutti: “Intendo laicamente osservare che la costituzione di parte civile, lungi dal favorire una maggiore integrazione del colosso energetico con il territorio brindisino,  determinerà inevitabilmente l’abbandono  definitivo di quell’approccio negoziale  che è stato elemento caratterizzante della Politica brindisina degli ultimi anni”.

“ E non ho neppure timore ad esprimere un ulteriore parere. E cioè che l’ultima decisione – sostiene Curto - sia stata in qualche modo influenzata dalle vicende dell’Ilva di Taranto. Dal che deriva  la conferma di un dubbio che sto esplicitando da qualche tempo: ormai sta montando, più o meno consapevolmente, un clima antindustriale che non ci porterà lontano”.

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