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Martedì, 25 Gennaio 2022
Ambiente

Soda caustica in mare dall'Eni

BRINDISI - Convivere con impianti a rischio, contrariamente a quanto sostengono alcuni settori dell'impresa e del sindacato brindisini, comporta spesso un alto prezzo per l'ambiente e per la sicurezza. Mentre le torce della fabbrica continuano a bruciare in atmosfera sostanze chimiche di vario genere, in attesa della realizzazione degli interventi tecnici richiesti dalla procura della Repubblica e non ancora completati malgrado varie proroghe, oggi un altro incidente ha provocato lo sversamento in mare da un impianto del petrolchimico di soda caustica al 10 per cento.

BRINDISI - Convivere con impianti a rischio, contrariamente a quanto sostengono alcuni settori dell'impresa e del sindacato brindisini, comporta spesso un alto prezzo per l'ambiente e per la sicurezza. Mentre le torce della fabbrica continuano a bruciare in atmosfera sostanze chimiche di vario genere, in attesa della realizzazione degli interventi tecnici richiesti dalla procura della Repubblica e non ancora completati malgrado varie proroghe, oggi un altro incidente ha provocato lo sversamento in mare da un impianto del petrolchimico di soda caustica al 10 per cento.

Lo fa sapere stasera la Capitaneria di Porto con un comunicato emesso alle 20,40. L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio. La Capitaneria è stata avvertita dall'Eni che un quantitativo imprecisato di soda caustica in soluzione al 10 per cento è finito in mare per "cause in corso di accertamento" nello specchio d'acqua tra Capo di Torre Cavallo e le Isole Pedagne, un tratto interdetto alla balneazione ma ugualmente molto frequentato.

La perdita della pericolosa sostanza è durata circa 20 minuti, secondo la versione resa all'autorità marittima dai responsabili dello stabilimento. La Capitaneria ha inviato immediatamente sul posto due motovedette, le CP 263 e 611, e due pattuglie da terra per fare sgomberare l'area da bagnanti e imbarcazioni. La soda caustica ha formato una vasta chiazza biancastra sulla superficie, che la corrente di scirocco ha sospinto verso il largo.

La chiazza, fa sapere sempre il comandante della Capitaneria di Porto, il capitano di vascello Giuseppe Minotauro, è stata seguita dalle stesse motovedette sino a quanto, ad occhio, non si è dissolta, ma solo in serata. Ma la stessa Guardia costiera ha provveduto ad avvertire dei potenziali pericoli sia il Comune di Brindisi che le altre amministrazioni competenti. Sul posto anche tecnici dell'Arpa che hanno effettuato prelievi per le analisi. E' prevedibile però che il danno ambientale sia elevato ed è giusto che sulla vicenda i cittadini ricevano una corretta informazione da parte delle autorità competenti, considerata l'alta affluenza sulle spiagge.

Si sa poco delle dinamiche dell'incidente, che secondo Eni Versalis è avvenuto allo scarico 2 della policentrica est. Il comandante della Capitaneria ha diffidato la direzione della fabbrica a rimuovere non solo i fattori di rischio legati all'impianto, ma anche le conseguenze della fuoriuscita di soda caustica in mare. Al Comune di Brindisi e agli altri enti, la Capitaneria costiera ha chiesto di valutare la possibilità di assumere provvedimenti riguardanti la sicurezza della balneazione e la salute pubblica. Insomma, non si è trattato di uno scherzo.

Vedremo domani cosa intenderà fare il sindaco. Dal punto di vista delle indagini, la Capitaneria ha avviato accertamenti sulle responsabilità del fatto, e ne ha dato comunicazione al magistrato di turno alla procura.

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