Solidarietà per salvare il ginepro sulla falesia

TORRE SAN GENNARO – I ricordi custoditi dal ginepro coccolone di Lido Presepe, inspiegabilmente segato sette mesi fa, poi rimesso in piedi e nuovamente danneggiato dal furto dei ponteggi che lo sostenevano, appartengono a troppe persone.

L'inizio delle operazioni di ripuntellatura del ginepro

TORRE SAN GENNARO - I ricordi custoditi dal ginepro coccolone di Lido Presepe, inspiegabilmente segato sette mesi fa, poi rimesso in piedi e nuovamente danneggiato dal furto dei ponteggi che lo sostenevano, appartengono a troppe persone, così tante che numerosi sono stati coloro che questa mattina si sono prodigati, gratuitamente, per tentare ancora una volta di salvarlo.

L'amministrazione di Torchiarolo ha acquistato nuovi sostegni, la ditta "Rizzo Cosimo" di San Pietro ha messo a disposizione una gru per sollevare il tronco da terra, il proprietario di una delle ville che si affacciano proprio di fronte allo storico albero, il dottore Giuseppe Valzano si è fatto carico delle spese per l'acquisto di altri sostegni in legno, il giardiniere sanpietrano Antonio De Luca nei prossimi giorni provvederà ai trattamenti necessari per fare attecchire, ancora una volta il tronco segato con la parte ancorata al terreno.

Alcuni cittadini hanno aiutato nei lavori, altri ancora hanno semplicemente assistito incrociando le dita. Gli agenti della polizia locale di Torchiarolo hanno pattugliato la zona per scongiurare eventuali pericoli e annotare eventuali presenze sospette. Il ginepro coccolone noto anche come pino nano di Lido Presepe è ormai il simbolo delle marine a sud di Brindisi, da oltre settantanni guarda il mare da una posizione privilegiata, sulla falesia, a ridosso della scogliera. per non farlo morire è scattata la solidarietà.

Il verde della sua folta chioma contrasta continuamente con l'azzurro del mare e del cielo offrendo scenari suggestivi a fotografie, dipinti e cartoline. Anche nei giorni di burrasca. Nel corso dei suoi lunghi anni è stato immortalato nei ricordi di villeggianti e turisti, negli album dei matrimoni. Nelle poesie in vernacolo. Più di qualcuno all'ombra della sua chioma si è scambiato il primo bacio. Gli atleti lo hanno fissato come tappa per il ristoro dopo la corsa. Imboccando la strada che conduce a Lido Presepe non lo si può non notare.

A marzo di quest'anno, uno dei tanti fedelissimi dell'albero dei ricordi, in un pomeriggio assolato lo trovò riverso su un lato con buona parte del tronco segato. Un atto di vandalismo allo stato puro, gratuito e senza senso. Di alberi nelle campagne del Brindisino ce ne sono un'infinità, se lo scopo dei vandali era quello di ricavarne legna da ardere. Ma era marzo, il freddo rigido dell'inverno stava già lasciando il posto a temperature da scampagnata.

L'amministrazione di Torchiarolo e le stesse persone che questa mattina si sono riunite per tentare nuovamente di salvarlo, si attivarono per ridargli la vita, ci riuscirono. I ponteggi installati intorno al tronco per mantenerlo in piedi, però, avrebbero dovuto accompagnarlo per almeno altri quattro anni. Qualche giorno fa, invece, qualcuno ha pensato bene di impossessarsene, di rubarli. Il tronco, da quanto è stato accertato, sarebbe rimasto in equilibrio sulla sua stessa base per qualche giorno. Qualcuno notando l'assenza dei ponteggi ha gioito, pensando il rischio che l'albero potesse seccare fosse stato scongiurato.

Invece, poi, il tronco è caduto, di nuovo su un lato. Questa mattina il nuovo tentativo, sperando che sia l'ultimo. "Mi verrebbe voglia di appendere 15 euro a un ramo per i prossimi ladri di ferro, o per chi abbia voglia di privare ancora una volta quell'albero dai sostegni", ha commentato un giovane affezionato del ginepro coccolone. Ma forse non è nemmeno una questione di soldi, ma di stupidaggine allo stato puro.

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