"Sul depuratore accetto sfida pubblica"

Aver scelto di tutelare l’ambiente in un’area bellissima come quella di Torre Guaceto non può in alcun modo essere visto come un tentativo di ritardare l’entrata in funzione di un depuratore. Mi riferisco – afferma il Presidente della Provincia Massimo Ferrarese - all’impianto realizzato nel territorio di Carovigno e che Regione Puglia e Comune di Carovigno vorrebbero inaugurare pur consapevoli del fatto che i reflui andrebbero ad aumentare il tasso di inquinamento del Canale Reale e quindi di Torre Guaceto.

Massimo Ferrarese

BRINDISI - "Aver scelto di tutelare l’ambiente in un’area bellissima come quella di Torre Guaceto non può in alcun modo essere visto come un tentativo di ritardare l’entrata in funzione di un depuratore. Mi riferisco all’impianto realizzato nel territorio di Carovigno e che Regione Puglia e Comune di Carovigno vorrebbero inaugurare pur consapevoli del fatto che i reflui andrebbero ad aumentare il tasso di inquinamento del Canale Reale e quindi di Torre Guaceto". Lo dice Massimo Ferrarese, che qualche anno fa da presidente di Confindustria Brindisi attaccò il disinteresse degli amministratori verso decine e decine di località costiere pugliesi e salentine prive di reti fognarie.

Così il turismo non decollerà mai, disse Ferrarese guadagnandosi i titoli dei giornali a livello regionale. Adesso lo stop al depuratore che dall'estate prossima (secondo la tabella di marcia), servirà anche le marine di Specchiola e Santa Sabina. "L’autorizzazione deve concederla la Provincia che da anni, nel corso degli incontri tecnici, fa rilevare che è necessario collegare il depuratore alla condotta sottomarina o all’impianto di affinamento di Mesagne per evitare conseguenze negative per l’ambiente. Hanno impiegato 37 anni per realizzarlo e adesso si chiede che funzioni con una autorizzazione provvisoria. Come se qualche mese possa compromettere irrimediabilmente la situazione".

Il problema però non è solo di qualche mese, servono studi fi fattibilità, progettazione, esecuzione dei lavori per andare sino a Mesagne e al massimo trovare un impianto di affinamento uguale a quello di Bufalaria. E da Mesagne poi dove? Verso il mare? C'è una condotta da ricostruire. Verso il Cillarese? Lì ci sarebbe una condotta da costruire. Tra l'altro la Provincia ha stanziato proprio in questui giorni 66mila euro per uno studio di fattibilità sull'uso irriguo dell'acqua del depuratore di Mesagne, quando sarà attivato l'impianto di affinamento.

Ma Ferrarese lancia la sfida e si dichiara pronto ad un pubblico contraddittorio con chiunque e in qualunque luogo su questa delicata vicenda. "Adesso la sezione di Carovigno del Partito Comunista - dice - propone una mobilitazione proprio contro la decisione della Provincia ed è per questo che mi dichiaro disponibile ad un confronto aperto, nel posto e nel giorno che mi saranno proposti dai diretti interessati, proprio allo scopo di fare chiarezza su quanto sta avvenendo, al riparo da speculazioni politiche che nulla devono avere a che fare con chi realmente ha a cuore la tutela dell’ambiente".

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