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Taranto, perdita nafta sotto controllo

TARANTO - Non una falla, ma un errore umano, dietro lo sversamento di nafta nel Mar Grande di Taranto. Il serbatoio del mercantile East Castle aperto per errore e quasi 20 tonnellate di combustibile si sono riversate nelle acque del porto. Qualcuno sul cargo battente bandiera panamense, diretto in porto per caricare lamiere del siderurgico, ha probabilmente compiuto una manovra sbagliata aprendo per errore le valvole dei bunker della nafta invece di quelle dei serbatoi delle acque di zavorra.

TARANTO - Non una falla, ma un errore umano, dietro lo sversamento di nafta nel Mar Grande di Taranto. Il serbatoio del mercantile East Castle aperto per errore e quasi 20 tonnellate di combustibile si sono riversate nelle acque del porto. Qualcuno sul cargo battente bandiera panamense, diretto in porto per caricare lamiere del siderurgico, ha probabilmente compiuto una manovra sbagliata aprendo per errore le valvole dei bunker della nafta invece di quelle dei serbatoi delle acque di zavorra.

Lo sversamento è avvenuto di notte e a dare l'allarme è stato questa mattina l'equipaggio di un'altra nave ormeggiata in porto che ha avvistato la macchia oleosa proveniente dal mercantile. Immediatamente sul posto sono intervenute motovedette della Capitaneria di porto e sono scattate le misure per il contenimento della chiazza oleosa che veniva sospinta dal vento verso terra. Personale della società ecologia Ecotaras, che ha sede proprio nell'area del porto mercantile, è intervenuto installando barriere galleggianti che hanno evitato l'ulteriore spargimento del gasolio e sono entrati in azione i mezzi che filtrano l'acqua liberandola dal combustibile.

Secondo il comandante della Capitaneria di porto, le operazioni potranno essere ultimate in 24 ore e già in serata l'assessore regionale all'ambiente, Lorenzo Nicastro, dopo un sopralluogo, ha potuto parlare di "rischio scongiurato" grazie alla tempestività degli interventi. Gran parte del greggio, inizialmente steso su di un'area di 800 metri quadrati, è stata recuperata. La situazione è monitorata dall'Arpa, agenzia regionale per l'ambiente e seguita con attenzione anche dal ministero dell'Ambiente con il Reparto marino e la Capitaneria di porto. In un primo momento si era pensato che il greggio fosse uscito da una falla nello scafo, ma personale della capitaneria ha ispezionato il mercantile escludendo questa ipotesi che avrebbe comportato rischi di una ulteriore fuoriuscita di greggio.

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