Testuggini, continua la strage

BRINDISI – Un’altra testuggine trovata arenata sulla costa nord di Brindisi. L’esemplare di appena un anno era spiaggiato nei pressi di Lido Azzurro, in località Apani ed è stata rinvenuta da un giovane di Mesagne, Antonio Scoditti, che era lì per una passeggiata. Mentre un’altra testuggine, lo stesso ragazzo, è riuscito a salvarla rimettendola in mare ancora viva.

La testuggine di Apani

BRINDISIUn’altra testuggine trovata arenata sulla costa nord di Brindisi. L’esemplare di appena un anno era spiaggiato nei pressi di Lido Azzurro, in località Apani ed è stata rinvenuta da un giovane di Mesagne, Antonio Scoditti, che era lì per una passeggiata. Mentre un’altra testuggine, lo stesso ragazzo, è riuscito a salvarla rimettendola in mare ancora viva.

Con quella di Apani sale il bilancio delle morti misteriose di Caretta caretta: è la diciottesima in un solo mese ad essere morta solo sulle spiagge brindisine. La carcassa si trovava sulla spiaggia di Lido Azzurro, vicino Apani. Il carapace era oramai consumato (vedi foto) quindi si presume che fosse morta già da un po’ di tempo e rimasta lì senza che nessuno avesse avvertito chi di competenza perché comunque è una spiaggia molto frequentata da pescatori.

“Ho subito chiamato la dottoressa D’Astore – ha commentato Antonio Scoditti – per comunicarle il ritrovamento della povera tartaruga, e la Guardia forestale”. Così come poi confermato stamane dal medico veterinario del centro per la fauna selvatica, la testuggine è morta per annegamento, perché la bocca era libera e non aveva ferite sul corpo. Sicuramente con le forti mareggiate di questi ultimi giorni, la tartaruga ancora giovane, di appena un anno, non c’è l’ha fatta a sopravvivere nella tempesta.

Lo stesso Scoditti, ha ritrovato nei pressi della scogliera di Lido Arca di Noè, sotto una boa di segnalazione (vedi foto) portata a riva dal mare grosso, un’altra tartaruga. Quest’ultima però era di dimensioni più grosse, 50-60 kilogrammi all’incirca e quindi di età avanzata ed era incastrata tra la boa e una rete da pesca, sicuramente buttata in mare dai pescatori, arenata ma ancora viva, e che continuava a muoversi per liberarsi dalla grossa rete da pesca.

“Era sofferente sì, ma ancora viva – ha continuano il ragazzo mesagnese nel suo racconto – così mi sono subito avvicinato a lei, in mare, ed ho cercato di liberarla e fortunatamente ci sono riuscito. L’ho rimessa in acqua, un po’ più a largo nella speranza che riuscisse a riprendere il suo cammino”.

Poco dopo, sempre avvisati da Antonio Scoditti, sono arrivati gli agenti della Guardia Forestale ai quali il ragazzo ha raccontato tutto. Gli stessi hanno poi portato alla dottoressa Paola Pino D’Astore per accertare le cause di morte. Oramai sono tantissime le testuggini ritrovate prive di vita sulla costa brindisina, tra le cause più diffuse della loro morte oltre all’annegamento, c’è anche quella delle buste in plastica scambiate per meduse, ovviamente rifiuti gettati in mare da umani incivili e che loro, purtroppo, mangiano e finiscono soffocate. Molte, invece, rimangono impigliate nelle reti dei pescatori.

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