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Martedì, 30 Novembre 2021
Ambiente

Torchiarolo: polveri sottili in aumento, il sindaco vieta l'uso dei caminetti

TORCHIAROLO - A partire dal 17 e fino al 31 gennaio 2011, nel Comune di Torchiarolo sarà vietata l’accensione di caminetti e stufe a legna nelle case dotate anche di impianti di riscaldamento a metano, gpl e gasolio. Con il provvedimento l’Amministrazione cerca di contrastare i fenomeni di inquinamento atmosferico e contribuire alla riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti ed in particolare le polveri sottili (PM10 ) al fine di tutelare la salute dei cittadini e perseguire il rispetto dei valori limite di qualità dell’aria fissati dalla legge.

TORCHIAROLO - A partire dal 17 e fino al 31 gennaio 2011, nel Comune di Torchiarolo sarà vietata l'accensione di caminetti e stufe a legna nelle case dotate anche di impianti di riscaldamento a metano, gpl e gasolio. Con il provvedimento l'Amministrazione cerca di contrastare i fenomeni di inquinamento atmosferico e contribuire alla riduzione dell'emissione di sostanze inquinanti ed in particolare le polveri sottili (PM10 ) al fine di tutelare la salute dei cittadini e perseguire il rispetto dei valori limite di qualità dell'aria fissati dalla legge."Un'ordinanza - scrive in una nota stampa l'Amministrazione comunale di Torchiarolo - che si è resa necessaria e urgente per la gravissima situazione riscontrata già da alcuni anni nel Comune di Torchiarolo e dove nei primi 13 giorni di quest'anno la concentrazione di polveri sottili ha raggiunto limiti non più sostenibili". Infatti, la centralina della rete regionale di monitoraggio di qualità dell'aria (Rrqa) situata a Torchiarolo in via Don Minzoni, in questo periodo ha registrato superamenti della soglia limite giornaliera del PM10 per ben 10 volte (sulle 35 consentite annualmente dalla normativa). "E' da ricordare - si continua nel comunicato - che il provvedimento si sovrappone al divieto stabilito dalla normativa regionale e nazionale vigente, di bruciatura all'aperto di residui vegetali derivanti da attività agricole, nonché di materiali vegetali, legnosi, di carta e cartone e altri derivanti da attività di cantiere, artigianali, commerciali, di servizi e produttive in genere. E' un provvedimento che, purtroppo non è singolare, né originale nella sua specie (essendo stato disposto anche in altri Comuni italiani dove si verificano analoghi fenomeni come quello di Torchiarolo), ma tiene conto di quanto gli studi e campagne di misura effettuate da Arpa Puglia hanno chiarito. Infatti le approfondite indagini effettuate negli ultimi anni, indicano, tra le cause principali degli sforamenti dei limiti consentiti di polveri sottili, la combustione della legna, legata alle attività agricole stagionali che si svolgono sul territorio (combustione di residui colturali e di potatura) e della biomassa legnosa negli impianti di riscaldamento residenziali tradizionali (caminetti a focolare aperto). L'ordinanza è quindi finalizzata al rispetto delle disposizioni di legge sui superamenti del valore limite di Pm10 e tra l'altro, si inquadra in un apposito piano di risanamento dell'aria nel comune di Torchiarolo messo a punto da Regione Puglia, Arpa Puglia e Comune e che sarà avviato nei prossimi giorni".

"Non è stato semplice - si conclude nel comunicato - adottare il provvedimento in questione, per i disagi che esso può comportare e anche per le perplessità che possono sorgere, ma l'ordinanza è un dovere nei confronti del proprio territorio e della sua comunità la cui salute sta a cuore più di ogni cosa e la cui tutela rientra tra i compiti e doveri primari dell'Amministrazione comunale e del suo sindaco. La situazione esistente e le indicazioni degli esperti, tuttavia, almeno per il momento, non consentivano altre soluzioni. Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità di tutta la cittadinanza e nel suo interesse riguardo alla tutela della salute e alla salvaguardia dell'ambiente".

Resta, comunque, da verificare se la concentrazione di polveri sottili sia davvero dovuta esclusivamente ai caminetti, ma le polemiche restano, soprattutto da parte di chi chiede che non si passi direttamente ai divieti ma ad una regolamentazione vera e propria.

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