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Torre Guaceto: il Consorzio cambia lo statuto, ma da Brindisi spuntano i primi mugugni

BRINDISI - Il Consorzio di Torre Guaceto rinnova lo statuto ma alla vigilia del voto in Consiglio comunale non mancano le polemiche. Molti i punti divenuti oggetto di critica: dalla scadenza del Consorzio alla durata della Cda, passando per i contributi esterni. A rilevare le prime perplessità è proprio un consigliere della maggioranza, Cosimo D’Angelo, eletto tra le fila del Pdl. E’ lui a sollevare più di qualche dubbio sull’efficacia di alcune novità in arrivo (“Nell’interesse della stessa riserva naturale”, spiega).

L'Oasi di Torre Guaceto

BRINDISI - Il Consorzio di Torre Guaceto rinnova lo statuto ma alla vigilia del voto in Consiglio comunale non mancano le polemiche. Molti i punti divenuti oggetto di critica: dalla scadenza del Consorzio alla durata della Cda, passando per i contributi esterni. A rilevare le prime perplessità è proprio un consigliere della maggioranza, Cosimo D'Angelo, eletto tra le fila del Pdl. E' lui a sollevare più di qualche dubbio sull'efficacia di alcune novità in arrivo ("Nell'interesse della stessa riserva naturale", spiega).

Il Consorzio si è costituito il 29 dicembre del 2000 ed è costituito da rappresentanti dei Comuni di Brindisi e Carovigno e del Wwf. Più precisamente, del consiglio di amministrazione fanno parte il presidente Vincenzo Epifani, i vicepresidenti Gino Cantoro e Rino Galluzzo, e i consiglieri Donatella Potenza, Antonio Solidoro e Vincenzo Vacca. Il presidente e un membro viene indicato dal sindaco di Carovigno, i due vicepresidenti e gli altri due consiglieri vengono invece nominati dal sindaco di Brindisi e dal Wwf.

Tra i punti di modifica dello statuto, c'è la richiesta di proroga della data di scadenza del consorzio al 31 dicembre 2050. "L'ente - è scritto nel documento - per motivi legati alle sue finalità e all'efficacia di gestione che prevede una riduzione dei costi, ha intenzione di sviluppare un progetto per l'installazione di tetti fotovoltaici su tutte le strutture gestite dal consorzio, per far ciò per l'attivazione del conto energia è necessario mette a disposizione le superfici solari per venti anni. Il consorzio aderisce spesso a programmi regionali, nazionali ed europei finalizzati alla conservazione degli habitat naturali, e il finanziamento di interventi di tutela prevede, come clausola pregiudiziale, la disponibilità dei terreni spesso per oltre dieci anni". Da qui, la richiesta di proroga fino al 31 dicembre 2050. Ma ecco che scatta la prima obiezione di D'Angelo. "Perché altri 40 anni? Su queste premesse, e visto che la matematica non è un'opinione, può bastare una proroga di venti anni, e cioè fino al 2030".

Un'altra proroga - ingiustificata, secondo D'Angelo - riguarda la durata del consiglio di amministrazione, che passerebbe da tre a cinque anni. "Anche qui, senza giustificazioni", precisa il consigliere. Ma un altro passaggio critico riguarda la possibilità per il Consorzio di svolgere anche attività commerciale. Non in maniera prevalente, è riportato nel documento, ma qualora dovesse essere approvato lo statuto, si aprirebbe alla possibilità di vendere alimenti e bevande, oggetti, prodotti artigianali, prodotti editoriali, prodotto agroalimentari anche trasformati. "Ma così il rischio è che sembrerà di stare in spiaggia - sbotta D'Angelo -, e non credo che queste attività si concilino benissimo con la valorizzazione della Riserva di Torre Guaceto".

L'ultimo punto contestato riguarda la voce "risorse", perché in questo caso il Consorzio potrebbe avvalersi di possibili aiuti economici derivanti da "enti e società private". Non solo quindi, contributi di enti pubblici, quote annuali, e risorse derivanti dalle attività di gestione della Riserva, ma anche sostegni esterni. Una situazione che, come segnala lo stesso D'Angelo, rischia di creare pericolosi precedenti. Cosa succederebbe, per esempio, se a finanziare il Consorzio fossero le stesse società energetiche oggi contestate dagli ambientalisti? Come la metterebbe il Wwf? E il Comune?

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