Torre Guaceto, la Milani proprio no

CAROVIGNO – Chi ha insediato l’8 agosto il nuovo consiglio di amministrazione di Torre Guaceto e il nuovo presidente, la giornalista televisiva Mariella Milani, evidentemente ritiene che il requisito del non essere mai stato oggetto di condanne penali valga solo per i parlamentari.

Mariella Milani a Monticelli

CAROVIGNO - Chi ha insediato l'8 agosto il nuovo consiglio di amministrazione di Torre Guaceto e il nuovo presidente, la giornalista televisiva Mariella Milani (di origini baresi), evidentemente ritiene che il requisito del non essere mai stato oggetto di condanne penali valga solo per la politica romana e per i parlamentari. Dato il loro silenzio, devono esserne convinti anche quei fustigatori di pubblici amministratori che sono gli ambientalisti che per mesi si sono opposti al collegamento del nuovo depuratore di Bufalaria al Canale Reale. A meno che non siano in vacanza e non siano stati informati che il nuovo presidente è stata condannata in via definitiva, con altri, il 23 marzo 2012 dalla Corte di Cassazione a 40 giorni di detenzione e ad una cospicua ammenda per lavori abusivi in zona a vincolo paesaggistico.

Inoltre, per alcune opere realizzate nella sua villa e in area ritenuta demaniale a Monticelli, pendono sei ordinanze di demolizione per opere non sanabili mai eseguite dal Comune di Ostuni malgrado le richieste di chiarimenti e le sollecitazioni della Regione Puglia. C'è poi la faccenda di un vano scala di accesso ad un seminterrato per cui pende un altro procedimento, e c'è un intervento di sequestro attuato dalla Capitaneria di Porto di Brindisi (che vigila su Torre Guaceto) nei giorni scorsi per una fossa asettica realizzata, secondo i procedenti, su area demaniale marittima. Tutti contenziosi che hanno opposto ed oppongono la Milani ad altri residenti del luogo sin dal 2005.

Ma per Mimmo Mele, Mariella Milani può tranquillamente dirigere una delle più importanti riserve marine dello Stato, e l'area protetta terrestre. Dov'è il problema? Solo cattiverie. Forse invidie, comunque faccende che non possono fermare i progetti del nuovo sindaco di Carovigno per Torre Guaceto. Il paradosso è che ad affrontare Mele sul caso Milani non sarà il centrosinistra e neppure il Comune di Brindisi che ha una maggioranza a trazione Pd-Noi Centro-Udc (l'ex partito di Mele prima dell'incidente dell'Hotel Flora), bensì il suo ex amico ed ora grande nemico giurato, Vittorio Zizza, suo predecessore ed ora senatore del Pdl.

Sarà molto probabilmente Zizza, al Senato, a portare il Ministero dell'Ambiente a conoscenza del caso, e poi vedremo se la storia delle condanne in giudicato vale solo per Silvio Berlusconi. Il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, neppure una parola. Il regolamento del Consorzio di gestione di Torre Guaceto attribuisce al sindaco di Carovigno la designazione del presidente, a quello di Brindisi del vice. Ma si potevano prendere le distanze in vari modi, o mettersi di traverso. Il Wwf? Non pervenuto.

Insomma, Mariella Milani non era candidabile per ragioni quanto meno di opportunità, dicono non solo i partigiani di Zizza, ma molti altri che hanno seguito la vicenda sin dall'annuncio fatto da Mele poco dopo la sua elezione circa l'intenzione di piazzare la Milani alla guida della riserva. Molti altri che sono ambientalisti poche chiacchiere e niente distintivo, militanti di partiti del centrosinistra, semplici difensori della prima ora di Torre Guaceto quando qualcuno voleva lottizzare a ridosso del primo, limitato confine dell'area protetta, e a Carovigno aveva trovato una prateria, invece che opposizioni.

Il fatto che la Milani sia stata presentata più come una testimonial ed una intermediatrice di attenzioni e azioni promozionali per la riserva marina, che francamente più affollata di così non si può e che avrebbe invece necessità di maggiori rimesse pubbliche come le altre Amp italiane, malgrado abbia raggiunto un invidiabile livello di autofinanziamento, aggrava le circostanze della nomina - dicono alcuni - perché bisognerebbe poter dire di lei anche che in vita sua non è mai stata sfiorata neppure dal pensiero di alterare un luogo fuori da ciò che è consentito dalla legge. Invece così non è, e a ciò si aggiunga che non risulta abbia esperienze di gestione di parchi e riserve naturali. Chissà cosa ne pensa il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, che presiede da alcuni anni la commissione giustizia del suo partito, ma che da assessore a La Spezia è stato anche il fautore del primo piano urbanistico comunale varato in Liguria. Che ne dice il ministro Pd, di questa vicenda?

 

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