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Trivellazioni: "Fermare anche l'Eni"

L’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha messo recentemente in mora il Mattm perché continua a non considerare le sentenze del Tar di Lecce che annullano i decreti di Via a Northern Petroleum per le ricerche petrolifere al largo delle coste pugliesi. Ora è il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, ad aprire il fronte anche contro Eni, che a sua volta intende avviare le attività estrattive di due pozzi al largo del Brindisino.

L'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha messo recentemente in mora il Mattm perché continua a non considerare le sentenze del Tar di Lecce che annullano i decreti di Via a Northern Petroleum per le ricerche petrolifere al largo delle coste pugliesi. Ora è il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, ad aprire il fronte anche contro Eni, che a sua volta intende avviare le attività estrattive di due pozzi al largo del Brindisino.

Tanzarella ha trasmesso una "richiesta di informazioni e documentazioni urgenti con una nota alla direzione generale per le Valutazioni ambientali del Ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare; agli uffici "Ricerca, coltivazione e stoccaggio risorse minerarie ed energetiche dell'Italia meridionale e relativi impianti in mare", a quello "Nazionale Minerario Idrocarburi e Georisorse" e a quello dello "Sviluppo delle attività di ricerca, coltivazione di idrocarburi e risorse geotermiche" del Ministero delle Sviluppo economico; al Servizio ecologia della Regione Puglia e a quello della Provincia di Brindisi, sulla concessione di coltivazione F.C. 2 AG rilasciata a Eni Spa".

Il sindaco di Ostuni, primo Comune a ricorrere al Tar contro Northern Petroleum, ha chiesto a tutti gli enti citati se "abbiano verificato la rispondenza del programma dei lavori da realizzare a quello comunicato nel lontano 1994 ed approvato in data 8 agosto 1994, e se lo stesso sia stato sottoposto a Via, atteso che si tratta di attività che, pur concessionata in presenza di altro quadro giuridico, si svolge nella vigenza delle norme di tutela ambientale previste nel D.Lgs. 152/06".

Ciò perché recentemente, come già detto, è stato reso noto che Eni, "titolare della concessione di coltivazione di idrocarburi", sarebbe in procinto di avviare le attività estrattive dei pozzi "Aquila 2" ed "Aquila 3" posti al largo delle coste brindisine. Domenico Tanzarella sottolinea nella nota: "Fermo restando la necessità di verificare con tutta l'urgenza dovuta all'imminente avvio delle operazioni, si rappresenta a codeste amministrazioni come sia del tutto incoerente e contrario alle attitudini di sviluppo turistico espresse dall'area costiera brindisina nell'ultimo decennio , consentire lo svolgimento di simili attività sicché è assolutamente essenziale rivedere il titolo concessorio di che trattasi, anche in considerazione del suo lungo non utilizzo. Si riserva ogni opportuna azione a tutela degli interessi dell'ambiente locale e dei propri amministrati".

Contro le trivellazioni torna alla carica anche Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra con un appello del circolo di Carovigno, le cui coste confinano con quelle di Ostuni. "Consideriamo assolutamente scellerata la decisione del governo di autorizzare le trivellazioni petrolifere in Adriatico, al largo delle coste pugliesi ed in particolare salentine e brindisine. Anche il Comune di Carovigno (Brindisi) si trova nella lista nera e, pertanto, la nostra marina è a rischio trivellazioni".

" Conosciamo tutti molto bene i grandissimi rischi che questo tipo di impianti comporta, dall'alterazione dell'ecosistema alla minaccia incombente di inquinamento del mare e delle coste, e riteniamo - conclude Rc /FdS - che una terra come il Salento, ad elevatissima vocazione turistica, non si possa permettere di correre il rischio di doversi ritrovare a pagare un prezzo così elevato".

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