Martedì, 18 Maggio 2021
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Un figliol prodigo industrialista, che alla fine ritrova la retta via

Petrosillo racconta nel suo primo romanzo di un giovane ritornato a Brindisi all’età di trentatré anni, per incarico della sua multinazionale, a dirigere la costruzione della “gran fler” all’interno del Petrolchimico

BRINDISI - L’ultimo lavoro editoriale di Pierpaolo Petrosillo, “Le gran fler”, romanzo ambientato a Brindisi e pubblicato da Edizioni Brundisium.net, è stato presentato presso la libreria Feltrinelli di Brindisi. A dialogare con l’autore e ad analizzarne il testo, il giornalista Vincenzo Maggiore, che del libro di Petrosillo ha evidenziato come esso proceda come se fosse un film, come viaggi per immagini.

“Pierpaolo ha fatto una scelta stilistica molto bella”, afferma Maggiore, “ha immaginato che siano i suoi figli, i protagonisti di questo libro. Quindi, partendo da fatti, dettagli, che noi oggi abbiamo davanti agli occhi, si addentra in una trama il cui svolgimento corrisponde un po’ a quella che possiamo definire “una presa di coscienza. La presa di coscienza è quella di Lorenzo, il figlio più grande di Pierpaolo, che viene proiettato in una delle storie più classiche che vedono protagonisti i giovani brindisini, ovvero i giovani che si ritrovano, dopo aver concluso il ciclo di studi di scuole superiori, a doversi spostare da Brindisi per iniziare e concludere il percorso di studi universitari e magari anche trovare lavoro”.

Il pubblico della presentazione-2

“Lorenzo”, prosegue Maggiore, “si ritrova a tornare a Brindisi per un periodo che dovrebbe essere limitato nel tempo, per lavoro. E qui comincia un percorso interiore, quindi la riscoperta delle proprie origini”. Nel libro il protagonista percorre però anche un’altra strada, come evidenzia il giornalista: “L’altra strada”, spiega ancora Maggiore, “è la consapevolezza che la propria missione, il proprio lavoro, rientra in un quadro che va, in qualche modo, a deturpare, ammazzare, il territorio, la sua storia e la sua naturale vocazione”. 

Della quarta pubblicazione di Petrosillo, il giornalista brindisino evidenzia di seguito l’alternanza di descrizioni minuziose e la raccolta di stupende metafore da un punto di vista poetico. La parola quindi è passata all’autore, che ha spiegato il significato del titolo del volume: “che non è né francese né inglese, perché in francese “le grand fleur” è il grande fiore, mentre in inglese “ground flare” è la torcia a terra, che esiste a Brindisi, è una torcia che sta nel Petrolchimico”.

Petrosillo mentre legge un brano del suo libro-2

Petrosillo racconta quindi che il protagonista del suo ultimo lavoro è mandato a Brindisi all’età di trentatré anni, per incarico della sua multinazionale, a dirigere la costruzione della “gran fler” all’interno del Petrolchimico, in quanto ha scritto la sua tesi di laurea sulla torcia a terra. Petrosillo racconta poi che il protagonista del libro rimarrà a Brindisi un anno, da maggio a maggio, e afferma: “Questo sarà un anno in cui il protagonista scoprirà una serie di cose, in negativo ma soprattutto in positivo, perché penso”, prosegue l’autore, “che questo lavoro sia molto positivo e molto incentrato sulla bellezza della nostra città, e descrive anche i quartieri periferici, i nostri garage, le palazzine degli anni Sessanta e Settanta, fino ad arrivare nel centro storico, le Sciabiche, il Villaggio pescatori, il Casale, i cantieri navali, la zona industriale”.

La copertina del libro di Petrosillo-2

Dopo essersi cimentato con altre forme di testo, un racconto in dialetto brindisino, un libro inchiesta sulla situazione ambientale di Brindisi e una raccolta di poesie in lingua e dialetto, Petrosillo si è cimentato con il romanzo. Il filo conduttore che lega l’ultimo lavoro dell’autore brindisino ai precedenti è, come affermato dallo stesso: “la necessità di capire dove viviamo, in che realtà viviamo. Anche in questo romanzo questo tema è fortemente presente. Per costruire un futuro noi abbiamo la necessità di capire il presente”. Al termine della presentazione, il numeroso pubblico presente in libreria ha potuto porre delle domande all’autore.

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