"Uno studio sui pericoli degli stabilimenti industriali, ma in Consiglio non ne sappiamo nulla"

BRINDISI – L’opposizione critica il Comune a proposito della pericolosità degli stabilimenti industriali. “Non è la prima volta, purtroppo – scrive in un’interrogazione il consigliere comunale di Alleanza per l’Italia al sindaco Domenico Mennitti -, che sollecitiamo a fornire risposta sulla pericolosità di alcuni impianti che insistono sulla zona industriale di Brindisi. Dobbiamo con amarezza constatare peraltro che, ad oggi, tutte le nostre interrogazioni sono rimaste lettera morta. Non riusciamo a comprendere, e vorremmo che lo spiegasse alla popolazione amministrata, come si concili il suo impegno contro il rigassificatore in nome di una presunta pericolosità dell’impianto ed il suo silenzio su altri insediamenti industriali la cui pericolosità è senz’altro dimostrata ed è persino, risultante dai piani di sicurezza redatti dalle stesse aziende”.

BRINDISI - L'opposizione critica il Comune a proposito della pericolosità degli stabilimenti industriali. "Non è la prima volta, purtroppo - scrive in un'interrogazione il consigliere comunale di Alleanza per l'Italia al sindaco Domenico Mennitti -, che sollecitiamo a fornire risposta sulla pericolosità di alcuni impianti che insistono sulla zona industriale di Brindisi. Dobbiamo con amarezza constatare peraltro che, ad oggi, tutte le nostre interrogazioni sono rimaste lettera morta. Non riusciamo a comprendere, e vorremmo che lo spiegasse alla popolazione amministrata, come si concili il suo impegno contro il rigassificatore in nome di una presunta pericolosità dell'impianto ed il suo silenzio su altri insediamenti industriali la cui pericolosità è senz'altro dimostrata ed è persino, risultante dai piani di sicurezza redatti dalle stesse aziende".

Il riferimento, in particolare, è all'impianto di stoccaggio di Gas di Petrolio Liquido (Gpl) della Deposito Costiero (ex Ipem) il cui ampliamento è stato autorizzato con la formula del silenzio-assenso, ed è stato, da ultimo, fortemente contestato dall'attuale presidente dell'Amministrazione Provinciale. Riteniamo che non sia più accettabile piangere per tragici incidenti mortali, come l'ultimo accorso presso l'impianto della Sanofi-Aventis, che riapre drammaticamente la discussione sulla sicurezza. La legge con il Decreto Ministeriale numero 9/2001 fa obbligo alle amministrazioni comunali di dotarsi di uno strumento di rilevamento del rischio di incidenti rilevanti relativo agli impianti industriali presenti sul territorio. Tale strumento fu commissionato alla Asl di Brindisi dal dirigente del Settore Ecologia con determina del 27 novembre 2002, consegnato all'Amministrazione Comunale anche su supporto informatico e mai sottoposto all'attenzione del Consiglio Comunale. E' stata per noi una grande sorpresa rilevare, dopo aver chiesto copia del piano Rir all'ufficio ecologia, che tra gli impianti a rischio rientravo anche lo stabilimento la Aventis e la citata Ipem".

"Vogliamo sapere - conclude Cannalire rivolgendosi sempre al sindaco - per quale motivo l'Amministrazione non abbia inteso in sei anni aprire una discussione pubblica su questo tema in Consiglio Comunale".

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