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Domenica, 23 Gennaio 2022
Ambiente Carovigno

Villette sul canalone, accuse all'assessore: ma la replica è dura e immediata

CAROVIGNO – La sezione di Carovigno della Sinistra Popolare sul caso della cementificazione del Canalone della Mezzaluna accusa di silenzio e indirettamente di connivenza l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, ma la replica è immediata e ricostruisce invece ciò che l’assessorato ha fatto, e le risultanze di tale azione, che evidenziano come i proprietari della lottizzazione abbiano dalla loro le norme e alcune sentenze.

CAROVIGNO - La sezione di Carovigno della Sinistra Popolare sul caso della cementificazione del Canalone della Mezzaluna accusa di silenzio e indirettamente di connivenza l'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, ma la replica è immediata e ricostruisce invece ciò che l'assessorato ha fatto, e le risultanze di tale azione, che evidenziano come i proprietari della lottizzazione abbiano dalla loro le norme e alcune sentenze.

"Dalla parte del cemento e contro l'ambiente si è schierata la politica istituzionale del Comune di Carovigno con il silenzio dell'intero consiglio comunale", si legge su un comunicato pubblico della Sinistra Popolare che ha innescato la reazione dell'assessore. "Dalla parte del cemento e contro l'ambiente non ha ancora detto nulla l'assessore regionale Angela Barbanente, il silenzio in questo caso risulta dannoso tanto quanto le posizioni esplicite della politica istituzionale del Comune di Carovigno".

"Con l'amministrazione comunale di Carovigno non siamo stati alleati e tanto meno lo saremo mai, con l'assessore Angela Barbanente siamo stati alleati sui programmi e abbiamo fatto insieme la campagna elettorale. Oggi l'assessore regionale con il suo silenzio di fatto ha rotto l'alleanza con noi e con i cittadini per favorire le colate di cemento non volute dal nostro programma elettorale", dice il manifesto della Sinistra Popolare.

E la risposta è arrivata immediatamente. "La politica dei discorsi privi di conseguenti atti concreti capaci di tutelare il paesaggio e l'ambiente o, peggio, la politica dei proclami o delle urla, non hanno mai caratterizzato il mio stile di governo. In altre occasioni, proprio riguardo ad interventi che interessavano il territorio di Carovigno, essendo nei poteri dell'assessorato che guido assumere provvedimenti su interventi che prefiguravano 'colate di cemento' in aree di pregio paesaggistico, credo di essere intervenuta con tempestività ed efficacia per evitarle e di esserci spesso riuscita", ha ricordato l'assessore.

Quindi ha sottolineato come sia intervenuta subito anche nella vicenda più recente: "E anche nel caso del Canalone Mezzaluna non mi sono comportata diversamente. Infatti, come si evince dalla seguente nota circolare trasmessa via e-mail il 10 maggio us, ho 'dato mandato agli uffici regionali competenti di assumere circostanziate informazioni in ordine al procedimento tecnico-amministrativo che consentirebbe la realizzazione degli interventi nel sito in questione, in coerenza con l'intensa attività posta in essere dall'Assessorato alla Qualità del Territorio nell'ambito delle proprie competenze di indirizzo e controllo finalizzate alla tutela del cospicuo patrimonio ambientale e culturale pugliese'. Mandato che gli uffici regionali hanno puntualmente eseguito", rammenta Angela Barbanente alla Sinistra Popolare di Carovigno.

Gli uffici regionali, quindi, hanno ricevuto "un riscontro dall'Ufficio Tecnico Comunale che ha evidenziato che la Regione Puglia non ha margini di intervento, dal momento che, in sintesi, l'edificazione è disciplinata da un piano particolareggiato approvato definitivamente nel 1995 previo parere del Comitato Urbanistico Regionale (1986), della Soprintendenza Archeologica della Puglia (1994), della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio (1994), e che il procedimento del Permesso di Costruire, avviato nel 2009, ha ottenuto oltre che tutti i pareri di rito, l'autorizzazione paesaggistica in data 31.7.2006 revocata con decreto 1909 del 27.2.2007 da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Lecce, annullato con la sentenza n. 796 del 19.3.2008 del TAR di Lecce". Così stanno le cose al momento.

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