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Il ministro Galletti a Torre Guaceto: l'impegno su Ilva e pene per i reati ambientali

Cominciare le attività della stagione estiva 2014 con una visita del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, è un evento per l'Area marina protetta di Torre Guaceto, ampiamente meritato perché si tratta di una delle Amp italiane più virtuose, con un livello di autofinanziamento che traccia anche una strada per altre realtà

TORRE GUACETO (Carovigno) – Cominciare le attività della stagione estiva 2014 con una visita del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, è un evento per l’Area marina protetta di Torre Guaceto, ampiamente meritato perché si tratta di una delle Amp italiane più virtuose, con un livello di autofinanziamento che traccia anche una strada per altre realtà. “Sembra un posto spettacolare, è un posto che va assolutamente valorizzato perché è uno strumento per valorizzare il turismo. Questa è una zona stupenda che merita di più e di avere in futuro dal punto di vista turistico. Zone come queste sono a disposizione di un progetto di rilancio”, dice il ministro, appena sceso dall’auto che lo ha portato sino alla torre aragonese che da oltre cinque secoli guarda la baia, ora zona di riserva integrale.

Il numero delle Amp in Italia cresce ogni anno, c’è maggiore attenzione alla tutela del patrimonio ambientale di coste ed arcipelaghi. Ma le risorse finanziare ad esse assegnate paradossalmente diminuiscono. La coperta è sempre più corta. Cosa intende fare il nuovo ministro. O meglio, cosa può fare? “Il problema delle risorse esiste e il ministero dell’Ambiente, soprattutto in questi ultimi anni, ahimè come tanti altri settori, è stato deteriorato nelle risorse. Il nostro impegno come governo – risponde Gian Luca Galletti - è quello di rilanciare l’ambiente e sposarlo con la crescita del Paese”.

L'arrivo del ministro a Punta Pennagrossa-2“L’ambiente – prosegue il ministro - è uno strumento indispensabile per la crescita economica del Paese e anche per risolvere, diminuire il grave problema dell’occupazione giovanile. Allora, panorami come quelli che vediamo qui, zone come queste sono uno strumenti davvero importanti per coniugare sviluppo con l’ambiente e fare capire come la tutela dell’ambiente non è solo un onere ma un vantaggio per la comunità e per fare questo ci vogliono anche risorse, il nostro impegno sarà quello di cercarle”.

Ma dietro queste punte avanzate di eccellenza ambientale, a pochi chilometri dal mare del Salento e tra gli uliveti del Brindisino, il traffico dei rifiuti speciali ha alcuni suoi terminal per lo smaltimento illegale. “Noi stiamo monitorando il problema dell’interramento dei rifiuti, sappiamo che ci sono cinque siti nelle varie zone già individuati, terremo sotto controllo la situazione, c’è la massima attenzione da parte del governo, sia su questo come sul problema della falesia”, si impegna Galletti.

E qui, a appena 50 chilometri da questa riserva marina, su un altro mare vicino, lo Ionio, c’è l’Ilva, dove si combatte una battaglia dura tra il bisogno di lavoro e le esigenze di uno sviluppo diverso e il diritto alla salute della popolazione di una delle più importanti città industriali italiane. E a distanza molto più breve c’è Brindisi. Il governo Renzi come scioglierà questo nodo? “Ci stiamo provando, noi abbiamo fra i primi atti che ho fatto come ministro per l’Ambiente, l’approvazione del piano ambientale dell’Ilva, che è il primo passo per l’approvazione del piano industriale. Prima si salvaguardia l’ambiente e si dice che cosa bisogna fare per la salvaguardia dell’ambiente e quanto costa fare quegli interventi. E su questo si costruisce un piano industriale che tiene conto degli investimenti ambientali e degli investimenti anche dal punto di vista produttivo che bisogna fare per rilanciare l’azienda”.

Il ministro Gian Luca Galletti con Mariella Milani a Torre Guaceto-2Una strada chiara: “E’ quello che stiamo provando fare, e questa è una grande sfida per l’Italia. Se noi dimostriamo che da uno scempio ambientale come quello che è stato l’Ilva, noi riusciamo a ricostruire un’impresa che tiene l’occupazione, tiene in vita quella zona ma che può diventare fra le imprese ambientali più avanzate in Europa, credo che daremo un ottimo esempio e faremo scuola con l’Ilva. Certo l’impresa è molto difficile e molto lunga, ma ci stiamo provando”.

Tuttavia in Italia il principio sancito dalla legge del chi inquina paga è sorretto da una previsione di pene con prescrizioni troppo ravvicinate, cinque anni e mezzo appena. Alla fine non paga nessuno. Sarà cambiato il Testo unico sull’ambiente in questa parte oramai palesemente inadeguata come deterrente? “Ringrazio per questa domanda. Mi consente di dire che abbiamo un disegno di legge sugli ecoreati in discussione oggi al Parlamento fra cui c’è anche questa norma. Io credo che il Parlamento si debba impegnare per approvare quella norma nel più breve tempo possibile, perché il reato ambientale è un reato grave. La gente lo deve sapere e deve essere sanzionato come un reato grave”.

La breve visita del ministro dell’Ambiente a Torre Guaceto è finita, qui davanti agli scogli della zona di riserva integrale dove incrocia un gommone della Guardia Costiera. Poco distante, in una delle cale sabbiose sta per cominciare uno spettacolo per i turisti. Ci sono molti bambini: quelli che al suo arrivo il ministro Gian Luca Galletti ha voluto salutare per primi, raccomandando loro di diventare difensori tenaci della natura. Ci contiamo tutti.

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