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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Asilo politico e permessi di soggiorno: 800 istanze di “libertà” si levano dalla tendopoli

MANDURIA - Anche stanotte oltre settanta ospiti del Centro di Accoglienza e Identificazione di contrada “Paionè” lungo la provinciale Oria-Manduria, hanno dormito all'aperto fuori dalla tendopoli per protestare e chiedere il permesso di soggiorno, almeno quello temporaneo del quale si parla molto negli ultimi giorni. Sono meno comunque di domenica notte quando sono rimasti fuori circa 200 immigrati. Stamane, al termine della nottata, alcuni sono rientrati nel Centro. Tutti, comunque, avrebbero interrotto lo sciopero della fame. “Ormai dopo le fughe dei giorni scorsi il numero degli ospiti si è stabilizzato a circa 1300”, spiega il direttore del Centro, l'avvocato Antonio Lonoce. Sono 827 gli immigrati ospitati nella tendopoli di Manduria che hanno presentato istanza per avviare l'iter per l'asilo politico o per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari.

MANDURIA - Anche stanotte oltre settanta ospiti del Centro di Accoglienza e Identificazione di contrada "Paionè" lungo la provinciale Oria-Manduria, hanno dormito all'aperto fuori dalla tendopoli per protestare e chiedere il permesso di soggiorno, almeno quello temporaneo del quale si parla molto negli ultimi giorni. Sono meno comunque di domenica notte quando sono rimasti fuori circa 200 immigrati. Stamane, al termine della nottata, alcuni sono rientrati nel Centro. Tutti, comunque, avrebbero interrotto lo sciopero della fame. "Ormai dopo le fughe dei giorni scorsi il numero degli ospiti si è stabilizzato a circa 1300", spiega il direttore del Centro, l'avvocato Antonio Lonoce. Sono 827 gli immigrati ospitati nella tendopoli di Manduria che hanno presentato istanza per avviare l'iter per l'asilo politico o per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari.

Non muta, quanto ad organico, il presidio delle forze dell'ordine presso la tendopoli, che è complessivamente di circa 500 unità. Era previsto l'arrivo per oggi di altre 160 unità in coincidenza con l'attracco della nave Clodia, che ha bordo 1.040 immigrati. La nave però ha virato su Civitavecchia ed è per questo motivo che le 160 unità delle forze dell'ordine sono state dirottate nel capoluogo laziale.

Sull'esistenza di possibili problemi sanitari, Lonoce spiega che "tra gli immigrati ci sono alcune patologie che devono essere sottoposte all'attenzione della medicina specialistica" e che le modalità e il numero di arrivi finora non lo hanno consentito. E precisa che la struttura dispone di circa 8 interpreti del Consorzio che si è aggiudicata la gestione della struttura, distribuiti sui vari turni giornalieri, e che collaborano alle procedure di identificazione. "Così prevede il capitolato d'appalto della Prefettura. Ovviamente se si decide che debbano aumentare per velocizzare le pratiche a noi non può che far piacere".

Che il clima attorno al Centro sia più tranquillo rispetto a qualche giorno fa lo testimonia anche quello che è accaduto questa mattina nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Oria, che dista dalla tendopoli circa sette chilometri: immigrati e giovani del paese hanno dato vita ad una partita di calcio improvvisata. Alla gara hanno assistito numerosi abitanti di Oria che hanno applaudito le azioni più belle di entrambe le squadre. Prove tecniche di integrazione.

Nel pomeriggio, intanto, altre prove: quelle di ricucitura in seno al Pdl. Una frattura che soprattutto tra le anime pugliesi appare piuttosto evidente, sino al punto da spingere i parlamentari regionali a non sottoscrivere la lettera-appello firmata da 62 deputati e senatori del Popolo delle Libertà. Missiva con la quale il Governo è stato invitato a cambiare rotta sulla gestione dell'emergenza ed invitato a non individuare soltanto al Sud i campi di accoglienza.

I primi segnali di disgelo in seno al Pdl potrebbero arrivare già fra qualche ora. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il dimissionario sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano (coordinatore della fondazione Nuova Italia, nei fatti la corrente del numero uno del Campidoglio) incontreranno infatti il Premier. Ad annunciarlo, lo stesso primo cittadino di Roma.

"Io e Mantovano, oggi pomeriggio andremo dal presidente Berlusconi. Bisogna stare molto attenti a garantire la vigilanza nei centri di accoglienza perché non è ammissibile che ci siano queste fughe di massa come ha accaduto a Manduria. È quanto ha dichiarato oggi il sindaco di Roma. "Fughe che rischiano - ha proseguito Alemanno - di mandare a pezzi 10 anni di politica di controllo dei flussi migratori. Ci vogliono destinazioni equilibrate su tutto il territorio - ha continuato Alemanno - escludendo le grandi aree metropolitane che sono già fortemente segnate dall'immigrazione clandestina".

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