"Ritirate la delibera sul palazzetto"

BRINDISI - Brindisi Bene Comune non si arrende: la scelta di spendere cinque milioni di euro per costruire un nuovo palazzetto «è incomprensibile e sbagliata, perché le priorità della Città sono ben altre». Domani mattina i rappresentanti dell'associazione, che esprime un consigliere comunale (Riccardo Rossi) depositeranno un ordine del giorno per chiedere il ritiro della delibera ed affrontare una discussione sul tema in Consiglio Comunale. Ma come sempre è accaduto su questo tema, è l'intera città a dividersi tra favorevoli e contrari.

Riccardo Rossi

BRINDISI - Brindisi Bene Comune non si arrende: la scelta di spendere cinque milioni di euro per costruire un nuovo palazzetto «è incomprensibile e sbagliata, perché le priorità della Città sono ben altre». Domani mattina i rappresentanti dell'associazione, che esprime un consigliere comunale (Riccardo Rossi) depositeranno un ordine del giorno per chiedere il ritiro della delibera ed affrontare una discussione sul tema in Consiglio Comunale. Ma come sempre è accaduto su questo tema, è l'intera città a dividersi tra favorevoli e contrari.

Brindisi Bene Comune la mette sul piano dell'opportunità: «Ci chiediamo ma come si concilia questa decisione con l'aumento dell'IMU sulla seconda casa approvato ad ottobre? Come si concilia con le dichiarazioni di un dirigente del comune che in commissione consiliare ha affermato di non avere un euro nel capitolo di spesa per l'ordinaria manutenzione delle strade? Come si concilia con le difficoltà di finanziamento dell'Università o i tanti disagi delle famiglie di Brindisi?».

Sulla bacheca Facebook del sindaco Mimmo Consales il dibattito sul "Palazzetto dello Sport Polivalente" (nome temporaneo orrendo deciso per far comprendere che il palazzetto non servirà solo per l'Enel Basket Brindisi) si infiamma. Da una parte quanti difendono la decisione di procedere con a delibera e il bando per capire se esiste qualche privato disposto ad investire almeno cinque milioni di euro in cambio della gestione trentennale della struttura. Dall'altra quanti ritengono che in questo momento non si possono buttare al vento tutti quei soldi pubblici per un'opera che non sarebbe di primaria necessità.

Insomma, passano gli anni, ma sulla questione palasport la musica non cambia e la città resta divisa.

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