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Cemento nel canalone, Barbanente assicura: “Accertamenti su iter amministrativo”

CAROVIGNO - “Faccio riferimento ai numerosi appelli ricevuti per scongiurare la distruzione di un sito di grande valore archeologico e ambientale denominato "Canalone - Lama - Costone di Mezzaluna" di Torre Santa Sabina, nella Marina di Carovigno (Brindisi), nonché a notizie apparse su quotidiani e mensili locali, per assicurare che la sottoscritta ha dato mandato agli uffici regionali competenti di assumere circostanziate informazioni in ordine al procedimento tecnico-amministrativo che consentirebbe la realizzazione degli interventi nel sito in questione, in coerenza con l'intensa attività posta in essere dall'assessorato alla Qualità del Territorio nell'ambito delle proprie competenze di indirizzo e controllo finalizzate alla tutela del cospicuo patrimonio culturale pugliese”, con i migliori saluti, firmato Angela Barbanente.

CAROVIGNO - "Faccio riferimento ai numerosi appelli ricevuti per scongiurare la distruzione di un sito di grande valore archeologico e ambientale denominato "Canalone - Lama - Costone di Mezzaluna" di Torre Santa Sabina, nella Marina di Carovigno (Brindisi), nonché a notizie apparse su quotidiani e mensili locali, per assicurare che la sottoscritta ha dato mandato agli uffici regionali competenti di assumere circostanziate informazioni in ordine al procedimento tecnico-amministrativo che consentirebbe la realizzazione degli interventi nel sito in questione, in coerenza con l'intensa attività posta in essere dall'assessorato alla Qualità del Territorio nell'ambito delle proprie competenze di indirizzo e controllo finalizzate alla tutela del cospicuo patrimonio culturale pugliese", con i migliori saluti, firmato Angela Barbanente.

Così ha risposto l'assessore regionale Barbanente ai numerosi appelli per la salvaguardia del sito di antica formazione geologica caratterizzato dalla presenza di sorgenti di acqua dolce e di macchia mediterranea, un patrimonio archeologico e naturalistico che rischia di essere seppellito sotto una colata di cemento. Da qui, i presidi di protesta e i comitati contro, come quello capeggiato da Sel che il 21 aprile scorso ha fatto eco ai primi lavori del cantiere per la realizzazione di un residence.

Il progetto - commissionato dal consorzio "Carisciola" e realizzato dall'impresa "Grego & company srl", sotto la direzione dei lavori dell'architetto Cosimo Lomonaco - ha acquisito nel giugno del 2009 il nulla osta all'intervento: ossia il permesso a costruire. Lavori in regola, dunque. Sulla carta, nulla da eccepire. Tranne il fatto che le autorizzazioni sono state concesse dal Comune di Carovigno sulla scorta di un Piano di fabbricazione datato 1973.

Non è solo il partito del presidente regionale Nichi Vendola, ad opporsi. Le voci contro si levano anche da Prc. Il segretario Vito Uggenti ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, invocando lo stop a trivelle, betoniere e cemento. Il 25 aprile è stata la volta dei Comunisti sinistra popolare, che nell'organizzare l'ennesima protesta, hanno denunciano il silenzio delle opposizioni consiliari di Carovigno sull'argomento.

Matassa assai complicata da sbrogliare, malgrado i migliori auspici che l'assessorato regionale dirima l'annosa controversia fra il diritto privato avanzato da chi ha già acquistato i terreni sul costone occidentale della lama della Mezzaluna, e il diritto universale di chi invoca la tutela di un'area sensibile sotto l'aspetto idrogeologico e di alto pregio sotto il profilo archeologico e ambientale.

Oggi, intanto, c'è qualcosa che ieri non c'era: l'impegno dell'assessore Barbanente a verificare la legittimità delle autorizzazioni concesse. Non è tutto, ma è il primo punto a favore del fronte ambientalista.

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