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Martedì, 30 Novembre 2021
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Bocciato dal Tar sul fotovoltaico, Ferrarese dice: "Però sono stato lungimirante"

BRINDISI – Ferrarese bocciato dal Tar, ma sostiene che il suo regolamento sul fotovoltaico ha comunque salvato almeno tremila ettari di territorio brindisino da operazioni speculative. Tutto ciò in un comunicato, che con tiene affermazioni destinate ovviamente ad essere confutate se ci sarà la seduta consiliare con all’ordine del giorno la vicenda, così come chiede l’opposizione.

BRINDISI - Ferrarese bocciato dal Tar, ma sostiene che il suo regolamento sul fotovoltaico ha comunque salvato almeno tremila ettari di territorio brindisino da operazioni speculative. Tutto ciò in un comunicato, che con tiene affermazioni destinate ovviamente ad essere confutate se ci sarà la seduta consiliare con all'ordine del giorno la vicenda, così come chiede l'opposizione.

E così come dovrebbe essere, dato che il regolamento è stato varato dal consiglio provinciale su proposta della giunta, e il consiglio provinciale deve dare attuazione alla sentenza del Tar di Lecce che ha annullato il provvedimento e gli atti dirigenziali competenti. La intesi della storia è nota: la provincia per legge non ha poteri di regolamentazione degli insediamenti energetici, al contrario della Regione, che vara normative seguendo le linee guida indicate dal governo nazionale.

Infatti il consiglio provinciale varò il regolamento illegittimo esattamente la sera prima che la giunta regionale pugliese adottasse il nuovo regolamento regionale. Ferrarese afferma che il regolamento provinciale ha comunque fermato operazioni speculative, ma non si comprende come questo sia potuto accadere se si tratta di un elenco di regole virtuali.

"Il pronunciamento con cui il Tribunale Amministrativo regionale di Lecce annulla gli effetti del regolamento approvato dal Consiglio Provinciale sulla presenza di impianti fotovoltaici nel territorio brindisino non inficia in alcun modo il risultato che l'Ente ha ottenuto proprio grazie a tale regolamento, a tutela dei reali interessi dei cittadini di questa provincia", afferma Massimo Ferrarese, sottolineando di "aver agito in un periodo di vacatio proprio per evitare che si continuasse a perpetrare uno scempio su questo territorio con l'occupazione selvaggia di centinaia e centinaia di ettari". Ma come già detto, questa vacatio non c'era affatto.

"In realtà, noi siamo stati i primi a sollevare il problema - insiste Ferrarese - quando ancora la Regione ed il Governo nazionale non si erano pronunciati. Il nostro provvedimento non ha danneggiato gli imprenditori seri, ma ha bloccato i tanti 'furbi' che aggiravano la legge attraverso impianti di piccole dimensioni realizzati uno accanto all'altro, senza le necessarie valutazioni ambientali. E non è un caso se proprio dopo aver richiamato le attenzioni sull'argomento l'Autorità giudiziaria ha avviato indagini che hanno già determinato il sequestro di numerosi impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Brindisi".

"Per quanto riguarda il regolamento, in particolare, il pronunciamento del Tar sancisce il fatto che la Provincia non aveva i poteri per intervenire, ma non si mette in discussione la nostra lungimiranza visto che a distanza di qualche mese la Regione Puglia ha emanato le linee guida e il Governo ha varato il quarto conto energia, entrambi decisamente più restrittivi rispetto al nostro regolamento". Ma ciò non corrisponde ai fatti: la giunta regionale ha varato le nuove norme il giorno dopo, e sono entrate in vigore a fine dicembre.

"Il risultato più importante, in ogni caso, resta quello di aver salvato almeno tremila ettari della provincia di Brindisi dalla distruzione totale che il fotovoltaico selvaggio è capace di determinare, a danno dell'economia agricola e turistica di questo territorio". Resta un problema: quanto costerà la lungimiranza di Massimo Ferrarese alle casse esauste della Provincia? Perché, dopo aver vinto davanti ai giudici amministrativi, non è affatto escluso che le aziende ricorrenti - che non figurano tra quelle indagate dalla procura - passino anche a richieste risarcitorie. Come farebbe chiunque.

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