Caccia al petrolio, nonostante i No

MONOPOLI – La Northern Petroleum non molla: le manifestazioni di popolo e la valanga di ricorsi affidati dagli Enti locali alla Giustizia amministrativa non frenano la caccia all’oro nero nelle acque del basso Adriatico. Così, ecco affiorare tra gli atti pubblicati presso l’Albo pretorio del Comune di Monopoli, a far data dal 3 maggio scorso, l’ennesimo avviso pubblico di attivazione della procedura di Via relativa all’istanza di permesso di prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare avanzata dalla società britannica.

Un corteo promosso dal Comitato No Petrolio

MONOPOLI - La Northern Petroleum non molla: le manifestazioni di popolo e la valanga di ricorsi affidati dagli Enti locali alla Giustizia amministrativa non frenano la caccia all'oro nero nelle acque del basso Adriatico. Così, ecco affiorare tra gli atti pubblicati presso l'Albo pretorio del Comune di Monopoli, a far data dal 3 maggio scorso, l'ennesimo avviso pubblico di attivazione della procedura di Via relativa all'istanza di permesso di prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare avanzata dalla società britannica.

La richiesta di attivazione della procedura di valutazione di impatto ambientale, corredata dalla relativa documentazione per l'istanza del permesso di prospezione in mare (d2F.P - PG) è stata trasmessa ai Ministeri dell'Ambiente e per i Beni e le Attività culturali, nonché all'Ufficio Politiche energetiche della Regione Puglia. Un iter procedurale ormai consolidato e che sino ad oggi ha visto il Governo regionale e le Civiche amministrazioni dei Comuni rivieraschi interessati fare quadrato contro le trivelle.

Lo scenario, anche in questo caso, sembra già scritto. Entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso, il Comune fornirà parere negativo. E come avvenuto in passato, non è escluso il ricorso al Tribunale amministrativo regionale avverso altri pareri ed autorizzazioni che dovesse acquisire l'impresa interessata alle ricerche petrolifere nelle acque antistanti la costa del sud barese e del brindisino.

Sulla questione delle prospezioni in mare la posizione assunta anche dall'attuale Governo centrale ha sollevato perplessità tra le Istituzioni pugliesi, scese in piazza, a Monopoli, nel gennaio scorso, per dire "No al Petrolio". In quella circostanza le Comunità locali hanno inteso sostenere iniziative come quella della proposta di legge presentata in Parlamento dalla Regione Puglia per interdire nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione nell'Adriatico.

Così pure si è chiesto ad alta voce di vigilare sul mantenimento delle aree di interdizione a queste attività, proponendo una moratoria europea sul divieto di installazioni petrolifere offshore per l'estrazione di idrocarburi. Ma nonostante la difesa ad oltranza delle istituzioni locali e le mobilitazioni di piazza promosse dagli ambientalisti e della società civile, l'Amministrazxione comunale di Monopoli, come già accaduto nel marzo scorso al Comune di Ostuni, si appresta a ribadire a lettere cubitali il proprio No alle trivelle.

Va da sè che la preoccupazione circa la volontà dei colossi petroliferi sono giustificate anche dall'attivismo al largo delle nostre coste. Da tempo, del resto, sono in corso i preparativi per la riapertura delle trivellazioni nell'area offshore del campo Aquila. Nel 2011 furono effettuate le operazioni di trascinamento e rimorchio al largo di lunghe sezioni di conduttura, con navi speciali. E nel febbraio scorso sull'albo Pretorio del Comune di Brindisi comparve un avviso esplicito. La società Bis Srl chiedeva all'Autorità Portuale di Brindisi in gestione 2000 metri quadrati in località Costa Morena da destinare a deposito attrezzature per Eni Spa, necessarie alla gestione della piattaforma petrolifera "Fpso Firenze".

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