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"Cara Cna, non siamo una fazione"

BRINDISI - "Non siamo una fazione", dicono le associazioni ambientaliste alla Cna, "e siamo sulla stessa linea di Comune, Provincia e Regione Puglia". Prosegue il dibattito sul rigassificatore British Gas, riaccesosi nel cuore dell'estate con la visita a Brindisi dell'ambasciatore inglese Christopher Prentice.

BRINDISI - "Non siamo una fazione", dicono le associazioni ambientaliste alla Cna, "e siamo sulla stessa linea di Comune, Provincia e Regione Puglia". Prosegue il dibattito sul rigassificatore British Gas, riaccesosi nel cuore dell'estate con la visita a Brindisi dell'ambasciatore inglese Christopher Prentice.

Il fatto che la Commissione ministeriale Via abbia imposto prescrizioni tali da modificare profondamente il progetto non può essere motivo di modifica della posizione di chi è contrario all'operazione, dicono gli ambientalisti alla Cna provinciale di Brindisi, ma piuttosto motivo di ulteriore convincimento dell'incompatibilità del progetto stesso con il tipo di sviluppo che la città ha diritto a scegliersi, pur sulla base di un ampio confronto.

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La lettera della associazioni ambientaliste

Con una recente nota la Cna rivendica il merito di non essersi iscritta "ad alcuna delle fazioni che si sono contrastate in tutti questi anni" sul problema del rigassificatore e di avere mantenuto un comportamento non condizionato da nessun "pregiudizio ideologico" per poi affermare che in conseguenza delle "numerose e pesanti prescrizioni" imposte dalla Commissione Ministeriale Via "è stato completamente stravolto il preesistente" progetto. Una posizione questa che, con buona pace della pretesa equidistanza, coincide esattamente con quella della Brindisi Lng impegnata, come è noto, a sostenere che si tratta di un progetto del tutto "nuovo".

Dobbiamo allora osservare che sotto il profilo della pericolosità il progetto è sostanzialmente quello originario dal momento che si tratta di costruire l'impianto nel porto a ridosso del centro abitato e in una zona disseminata di impianti a rischio di incidente rilevante. D'altro canto, non può certo sfuggire che se le numerose "prescrizioni" avessero davvero stravolto l'originario disegno, saremmo di fronte realmente ad un "nuovo" progetto che, in quanto tale, imporrebbe l'avvio di una procedura ex novo con tutti gli atti e gli adempimenti previsti dalla legge. La palese contraddittorietà del parere della Commissione Ministeriale Via viene quindi confermata da quanto la Brindisi Lng/British Gas (e a quanto pare anche la Cna) sostiene sulla radicale novità del progetto. Una contraddizione che abbiamo segnalato all'attenzione delle competenti autorità per contestare sotto ogni possibile profilo la validità del parere della predetta Commissione.

Ma c'è di più e cioè che la società progettatrice ha contestato, con ricorsi proposti alla giustizia amministrativa, alcune delle numerose prescrizioni, tutte fondate su ragioni che a nostro avviso avrebbero dovuto indurre il predetto organismo consultivo a esprimere un parere di assoluta incompatibilità ambientale. Ci permettiamo infine di chiedere alla Cna se fra quelle "fazioni" che - come essa dice - si sono contrastate in questi anni sul problema include, oltre alle nostre associazioni, anche le Amministrazioni locali e la Regione Puglia che si sono pronunciate nettamente contro la realizzazione dell'impianto.

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