"Centrale Edipower ferma sino al 2014"

BRINDISI – La centrale a carbone Edipower – A2A di Brindisi resterà inattiva per l’intero 2013. Lo fa sapere oggi con un breve comunicato la rappresentanza sindacale unitaria della termoelettrica di Brindisi Nord. I sindacati respingono il ricorso alla cassa integrazione in mancanza di prospettive certe.

La centrale Edipower di Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI – La centrale a carbone Edipower – A2A di Brindisi resterà inattiva per l’intero 2013. Lo fa sapere oggi con un breve comunicato la rappresentanza sindacale unitaria della termoelettrica di Brindisi Nord. “Nell’incontro con Edipower svoltosi in Confindustria Brindisi, l’azienda ha ribadito l’impegno assunto nei precedenti incontri presso il Comune con tutte le parti sociali e quello in Confindustria con le organizzazioni sindacali, a presentare una lettera d’intenti da condividere sul territorio con tutti i soggetti interessati”, dice la nota.

“Con l’attuale scenario del mercato elettrico – tuttavia - Edipower esclude la ripresa produttiva per l’anno in corso, considerando insufficienti le misure gestionali già concordate e utilizzate fino ad oggi, ha prospettato ulteriori strumenti di gestione del personale diretto che prevede anche l’eventuale utilizzo di ammortizzatori sociali”, fanno sapere i delegati aziendali.

Il sindacato, unitariamente, ha dichiarato “l’indisponibilità ad aprire qualsiasi procedura per il ricorso agli ammortizzatori sociali in assenza di uno scenario certo sul futuro dei progetti presentati e delle risorse necessarie per gli investimenti”. Quindi, no alla cassa integrazione senza garanzie di A2A sulle prospettive di vita dell’impianto, che secondo il sindacato sono nuovamente in discussione.

Il sindacato chiede perciò un ritorno al tavolo del confronto. “Come Rsu della centrale Edipower di Brindisi ci aspettiamo, da parte di tutti i soggetti interessati, a partire dalle istituzioni (Regione Puglia, Prefettura, Provincia e Comune di Brindisi) un chiaro impegno a discutere e a ricercare soluzioni esaustive sulla problematica, già nei prossimi incontri previsti nel territorio. Inoltre evidenziamo, che già da ora si stanno manifestando, nell’ambito dell’indotto, una serie di riflessi sui lavoratori coinvolti”.

Ma il problema, a questo punto, non sono le istituzioni, ma Edipower-A2A che recentemente aveva presentato una ipotesi di piano industriale che era piaciuto alle parti sociali, ma non agli enti del territorio. I quali, alla luce degli stessi fatti denunciati dalla Rsu Edipower di Brindisi, hanno per il momento ragione.

 

 

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