"Centrali, non bastano ordini del giorno"

BRINDISI - Il consigliere regionale e consigliere comunale Giovanni Brigante ha inviato una lettera al sindaco Consales, al presidente del consiglio comunale ed ai capigruppo.

Giovanni Brigante

BRINDISI - Il consigliere regionale e consigliere comunale Giovanni Brigante ha inviato una lettera al sindaco Consales, al presidente del consiglio comunale ed ai capigruppo, spiegando perchè alla seduta consiliare del 30 settembre non potrà essere presente, ma soprattutto per sottolineare che la questione energetica brindisina non può esaurisrsi nell'esame di due ordini del giorno. La situazione del comparto energetico in Italia e in Puglia, e quella di Enel ed Edipower, richiedono ben altri aggiornamenti e approfondimenti. Ecco il testo della lettera.

Per concomitanti impegni istituzionali nelle due commissioni regionali di cui sono componente, vi confermo la mia impossibilità a partecipare al consiglio comunale del 30 settembre, stante la determinazione di codesta presidenza a non spostare l’orario, nonostante le mie reiterate richieste in tal senso. Volendo comunque non far mancare al Consiglio il mio contributo, chiedo di leggere queste mie brevi dichiarazioni, in merito agli ordini del giorno relativi a Enel ed Edipower.

Per entrambi gli argomenti penso che sia assolutamente riduttivo proporre e votare Ordini del giorno. Sull’argomento polo energetico c’è bisogno di una approfondita discussione di merito, che tenga conto del nuovo contesto del mercato elettrico in Italia, anche alla luce della nuova Strategia Energetica Nazionale; in Puglia le energie rinnovabili generano ormai una potenza pari a 2/3 delle tre Centrali di Enipower, Enel ed Edipower di Brindisi, sottraendo nella giornata significative fette di produzione delle stesse.

Questo comporta che il carbone bruciato a Brindisi ormai è ben lontano dal picco di 7 milioni di tonnellate. (basta esaminare i dati dell’Autorità portuale).  Come gruppo “Sviluppo e Lavoro” ritengo invece indispensabile riaprire immediatamente il confronto con le società elettriche, a partire da Enel, per la sottoscrizione delle Convenzioni. La bozza di protocollo istituzionale con Provincia Comune e Regione è rimasta tale e si rischia di lasciare mano libera alle aziende.

Enel, infatti, contrariamente a quanto concordato, ha manifestato la volontà di procedere alla chiusura del Centro Ricerca di Brindisi, tagliando tutti i finanziamenti sui progetti di ricerca, disperdendo le professionalità esistenti in campo ambientale in  grado di studiare l’impatto sul danno sanitario, ed ha avviato la chiusura del primo impianto in Italia per la cattura della CO2, quello della Centrale di Cerano.

Per quanto attiene ad Edipower tutti i gruppi politici e le coalizioni hanno manifestato l’esigenza di una definitiva chiusura della situazione impiantistica esistente. Ritengo che vada ribadita la nostra posizione di chiusura , a meno che non intervengano sostanziali e convincenti trasformazioni da parte di Edipower, visto che, la società ha conseguito dal Ministero dell’Ambiente l’Autorizzazione Integrata Ambientale, con una serie di obblighi per miglioramenti ambientali e ha espresso la volontà di una significativa riduzione della potenza di esercizio degli impianti, ha promesso nuovi assetti produttivi e proposto nuovi investimenti.

Su tutto questo sarebbe utile conoscere nel dettaglio il nuovo progetto che si apprestano a presentare al Ministero dell’ambiente con tutto quanto previsto.  Solo dopo una attenta analisi con l’ausilio di esperti è possibile rivedere la posizione più volte ribadita.  Così come, ritengo, bisogna avviare una ampia discussione per capire e condividere un’idea per lo sviluppo del porto, delle connesse attività, per il recupero di aree da destinare alla retro – portualità, a partire dalla colmata del rigassificatore confiscata, dal vecchio parco carbone di Brindisi Nord e dal parco serbatoi.

Questi argomenti, espressi solo brevemente, mi inducono a ribadire che, sui temi indicati, il Sindaco di Brindisi dovrebbe sentire il dovere di favorire un confronto vero sul territorio e rivendicare tavoli di confronto con il Governo, così come si sta tentando di fare sulle bonifiche, partendo dall’iniziativa di Cgil Cisl Uil, che hanno incontrato Senatori, deputati, Consiglieri Regionali, per tentare di favorire un fronte unico per rivendicare per Brindisi l’immediato sblocco dei fondi per le bonifiche.

 

 

 

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