Cobas contro Sogesa: "Provocazione"

BRINDISI – Il sindacato Cobas all’attacco dell’amministratore di Sogesa, la società i cui dipendenti sono in lotta per la difesa del posto di lavoro, che potrebbe cessare se Edipower non rinnoverà il contratto alla ditta, che si occupa di servizi e pulizie industriali.

Due dei lavoratori Sogesa sul nastro trasportatore della centrale Edipower

BRINDISI – Il sindacato Cobas all’attacco dell’amministratore di Sogesa, la società i cui dipendenti sono in lotta per la difesa del posto di lavoro, che potrebbe cessare se Edipower non rinnoverà il contratto alla ditta, che si occupa di servizi e pulizie industriali. “Oggi alle ore 12 i lavoratori presenti all'interno  della centrale Edipower di Brindisi hanno assistito a scene di disperazione dei  quattro dipendenti Sogesa che stanno vivendo da 15 giorni sul nastro trasportatore”, denuncia il Cobas.

La tensione è stata innescata dall’ingresso in centrale di due camion della ditta Secom “ed il tutto è stato avvertito come una provocazione”. La Secom è di proprietà dello stesso imprenditore (Rosario Mazzarella, ndr) cui appartiene la Sogesa, dice il Cobas, persona che non si è mai presentata in centrale in questi 15 giorni nemmeno per offrire un caffè ai lavoratori sul nastro” .

La protesta di quattro (erano partiti in sette, ma tre sono stati costretti a rinunciare in seguito a malori) dei 24 dipendenti di Sogesa si sta svolgendo a 40 metri di altezza. “Il Sindacato Cobas del Lavoro Privato, prima che succeda qualcosa di molto grave, accusa apertamente la ditta Sogesa, l'Edipower, le istituzioni locali, di aver fatto poco per questi lavoratori. Questa situazione deve essere risolta immediatamente, qui si sta giocando sulla pelle di questi lavoratori che hanno avuto il merito di far emergere il problema Edipower e dei giochi che stanno alle spalle”.

“Se c'è qualcuno che continua a dare credito alla Edipower – accusa il Cobas - che cambi mestiere perchè fa finta di non vedere quello che appare in modo sempre più certo all'orizzonte, che è quello del tirare a campare ma fatto nel peggiore dei modi. E' il momento di aprire una vertenza per il passaggio dei lavoratori diretti ed indiretti a Cerano che contati bene,tra gente che può andare in pensione con i benefici pensionistici dell'amianto , non arrivano neanche a 100”, calcola il sindacato di base rilanciando la proposta del passaggio del personale ad Enel e la chiusura della centrale Edipower.

“Intanto cominciamo a smantellare i gruppi 1 e ormai fermi da decenni e ridotti dal punto di vista ambientale proprio male. Intanto attivare una cassa integrazione speciale per tutti i lavoratori delle ditte appaltatrici rivenienti  dalla crisi Edipower e dalle altre situazioni difficili, per poi essere ricollocati nello smantellamento dei gruppi 1 e 2, nelle necessarie bonifiche di Edipower e di tutta la zona industriale , in nuove iniziative industriali che possono nascere sui suoli bonificati”. Propone il Cobas.

“ La lotta dei lavoratori Sogesa non può rimanere isolata ma allargata agli altri lavoratori e ai disoccupati perchè il futuro appartiene a tutti”.

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