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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Dagli Usa a Enel Cerano per studiare il cristallizzatore delle acque reflue

BRINDISI - Gli Usa puntano gli occhi sulla centrale Enel di Cerano. Incredibile – soprattutto per gli ambientalisti -, ma vero: a quanto pare la delegazione dell’Environmental Protection Agency americana ha fatto il giro del mondo per studiare da vicino i sistemi ambientali utilizzati presso le centrali di Torrevaldaliga Nord e Brindisi. Gli studiosi americani, inviati dal principale ente di protezione ambientale degli Stati Uniti che conta tra i propri compiti quello di mettere in atto le leggi emanate in favore della protezione ambientale, sono arrivati presso la Federico II di Brindisi a inizio settimana con l'obiettivo di approfondire per quattro giorni il funzionamento del cristallizzatore (Sec) che permette il recupero dei liquidi di centrale riutilizzando le acque ed evitando il rilascio in mare. Gli impianti di questo tipo sono utilizzati negli Stati Uniti in zone desertiche con l’obiettivo di risparmiare acqua. L’utilizzo del sistema da parte di Enel c’entra invece con il tentativo di eliminare alla radice gli scarichi delle acque all’esterno delle centrali a carbone.

BRINDISI - Gli Usa puntano gli occhi sulla centrale Enel di Cerano. Incredibile - soprattutto per gli ambientalisti -, ma vero: a quanto pare la delegazione dell'Environmental Protection Agency americana ha fatto il giro del mondo per studiare da vicino i sistemi ambientali utilizzati presso le centrali di Torrevaldaliga Nord e Brindisi. Gli studiosi americani, inviati dal principale ente di protezione ambientale degli Stati Uniti che conta tra i propri compiti quello di mettere in atto le leggi emanate in favore della protezione ambientale, sono arrivati presso la Federico II di Brindisi a inizio settimana con l'obiettivo di approfondire per quattro giorni il funzionamento del cristallizzatore (Sec) che permette il recupero dei liquidi di centrale riutilizzando le acque ed evitando il rilascio in mare. Gli impianti di questo tipo sono utilizzati negli Stati Uniti in zone desertiche con l'obiettivo di risparmiare acqua. L'utilizzo del sistema da parte di Enel c'entra invece con il tentativo di eliminare alla radice gli scarichi delle acque all'esterno delle centrali a carbone.

L'interesse per i sistemi di cristallizzazione utilizzati da Enel nasce dall'importanza che la produzione di energia elettrica da carbone assume negli Stati Uniti. Nel paese infatti sono presenti oltre 600 centrali a carbone per una capacità installata di più di 300mila megawatt. Il piano energetico nazionale americano dell'amministrazione Obama ha infatti confermato l'utilizzo del carbone come uno dei pilastri fondamentali del sistema energetico americano. Da qui l'importanza dell'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili a livello mondiale per un produzione sostenibile di energia elettrica. Negli scorsi mesi l'impianto era stato oggetto di visita anche da parte dell'Energy Power Research Institute, una società no-profit statunitense che promuove progetti innovativi in campo energetico. In quell'occasione Paul Chu, un inviato del centro di ricerca americano, aveva dichiarato: "Riteniamo che questo sistema di trattamento delle acque sia il più avanzato che esista. Ma ciò che più mi ha impressionato è stato l'atteggiamento proattivo di Enel nello sviluppare un'applicazione così radicale per rispettare la severa normativa italiana".

"In sostanza - ha detto Ascione, responsabile della Produzione Enel di Brindisi - grazie all'intuizione dei tecnici Enel il problema dello scarico di acque reflue potrebbe essere risolto in tutto il mondo. Il principio di funzionamento è quello dell'evaporazione dell'acqua e della cristallizzazione dei sali in essa contenuti. Il cristallizzatore è la parte finale del sistema di gestione delle acque, lo Zld (Zero Liquid Discharge), e serve per trasformare l'ultima corrente di scarico in sale solido e acqua che così può essere riutilizzata". La visita in centrale è stata anche occasione per visitare l'impianto di cattura della CO2 inaugurato pochi giorni fa alla presenza del commissario europeo per l'energia Gunther Oettinger, del ministro all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti.

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