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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Dissequestrati due campi fotovoltaici

BRINDISI – Il tribunale del riesame di Brindisi ha dissequestrato oggi due impianti fotovoltaici messi sotto sigilli il 23 luglio scorso in contrada Monticelli, a cavallo dei territori di Torre S.Susanna ed Erchie, stabilendo che una delle ragioni alla base del decreto preventivo di urgenza emesso dalla procura di Brindisi, e poi convalidato dal giudice delle indagini preliminari, è di fatto infondata. Si tratta del rischio che comporterebbe l’avvio dell’attività di produzione di energia da parte degli impianti: per il Riesame, non sussiste sia per quanto concerne l’ipotetico aggravamento del reato, sia per quanto concerne il prolungamento dello stesso. Una decisione che potrebbe influire, a questo punto, su tutti gli altri sequestri avvenuti sulla base degli stessi motivi (salvo altre circostanze).

BRINDISI – Il tribunale del riesame di Brindisi ha dissequestrato oggi due impianti fotovoltaici messi sotto sigilli il 23 luglio scorso in contrada Monticelli, a cavallo dei territori di Torre S.Susanna ed Erchie, stabilendo che una delle ragioni alla base del decreto preventivo di urgenza emesso dalla procura di Brindisi, e poi convalidato dal giudice delle indagini preliminari, è di fatto infondata. Si tratta del rischio che comporterebbe l’avvio dell’attività di produzione di energia da parte degli impianti: per il Riesame, non sussiste sia per quanto concerne l’ipotetico aggravamento del reato, sia per quanto concerne il prolungamento dello stesso. Una decisione che potrebbe influire, a questo punto, su tutti gli altri sequestri avvenuti sulla base degli stessi motivi (salvo altre circostanze). Ne hanno dato notizia oggi gli stessi avvocati di cinque delle  persone indagate per la vicenda, vale a dire i legali rappresentanti, a vario titolo, delle società FotonPuglia Srl e SolarPuglia Srl: Natale Cicciari, Antonio Puliafico, S. B., e Carlos Puyol Gomez. 

Con il provvedimento del riesame, i due impianti sono stati restituiti alle società. “Il tribunale, pur ribadendo la sussistenza degli indizi, ha annullato il decreto di sequestro per insussistenza di esigenze cautelari disponendo la immediata restituzione degli impianti ai proprietari e quindi la riattivazione delle connessioni”, fanno sapere dallo studio dell’avvocato Massimo Manfreda, che si occupa della difesa assieme a Pasquale Corleto, Federico Massa, Nino Isgrò, Ugo Colonna e Salvatore Pino (agguerritissimo pool di penalisti salentini). “L’ordinanza è destinata ad avere effetti importanti in quanto distingue, ai fini della sottoponibilità a sequestro, tra impianti già completati e connessi, ed impianti ancora in corso di realizzazione – dicono gli avvocati-. Quanto al merito delle accuse si è in attesa della decisione della Corte di Cassazione che interverrà a gennaio”.

La vicenda dei due impianti dissequestrati dal tribunale del riesame di Brindisi (presidente Gabriele Perna, Stefania De Angelis, Vittorio Testi) è simile a quella degli altri sequestri disposti dalla procura di Brindisi nei mesi scorsi ed anche a quello più recente del 5 ottobre sempre in agro di Torre S.Susanna contrada Martucci, dove uno dei presupposti del decreto di sequestro preventivo urgente – nove gli indagati, tre gli impianti su 12 ettari, 3 megawatt la potenza complessiva installata – dei campi fotovoltaici di Elios Srl, Natura Energia Srl e Febo Srl, è sempre l’imminenza della loro entrata in funzione.

In verità gli avvocati avevano concentrato le loro obiezioni anche sulla normativa statale e regionale da assumere a riferimento, e sulla natura della eventuale violazione, che a giudizio delle difese è amministrativa ma non penale. Tuttavia su questo il Riesame ha confermato gli assunti sulla base dei quali si sono mossi gli inquirenti (da qui l’attesa per il pronunciamento della Cassazione). Il tema è quello dell’utilizzo della sola Dichiarazione di inizio attività (Dia), grazie all’artificioso frazionamento degli impianti in campi di potenza installata inferiore ad 1 megawatt, e alla loro intestazione a società diverse ma in realtà facenti capo ad una sola regia. Tutto ciò per evitare la Valutazione di impatto ambientale.

Un gioco che la normativa regionale varata a fine 2010 non consente più, ponendo prescrizioni e paletti che ormai rendono più conveniente per le imprese costruire gli impianti sui tetti. I casi al centro dei sequestri infatti riguardano impianti la cui costruzione è stata avviata con le vecchie norme che presentavano vari punti deboli.

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