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"Edipower verso il rischio-chiusura"

BRINDISI - Nei nuovi assetti del gruppo Edison non sembra esserci molto spazio per impianti dove i piani industriali dell'azienda si scontrano con prescrizioni e rinvii nelle concessioni delle autorizzazioni, come quella integrata ambientale per la centrale di Brindisi Nord, rinviata dal ministero all'autunno prossimo. Edipower marcia verso lo scioglimento entro il 15 settembre o quanto meno verso lo spezzatino del suo patrimonio impiantistico, a Brindisi molti premono per la chiusura della termoelettrica a carbone di Brindisi Nord.

BRINDISI - Nei nuovi assetti del gruppo Edison non sembra esserci molto spazio per impianti dove i piani industriali dell'azienda si scontrano con prescrizioni e rinvii nelle concessioni delle autorizzazioni, come quella integrata ambientale per la centrale di Brindisi Nord, rinviata dal ministero all'autunno prossimo. Edipower marcia verso lo scioglimento entro il 15 settembre o quanto meno verso lo spezzatino del suo patrimonio impiantistico, a Brindisi molti premono per la chiusura della termoelettrica a carbone di Brindisi Nord.

Dice no, invece, il sindacato provinciale Filctem Cgil, dopo una valutazione dei possibili scenari effettuata il 9 agosto. Da queste ipotesi future, in cui la centrale potrebbe essere chiusa per mano della stessa Edison o su pressione dei governi territoriali, visto che questa opzione è sollecitata da varie parti politiche dal Pd agli ambientalisti, ma anche nel Documento programmatico preliminare al Piano urbanistico generale del Comune di Brindisi, mentre la Provincia dice no all'Aia e vuole il ciclo combinato (la Regione a detto sì ma ponendo molte condizioni), non si ricava una alternativa occupazionale per i cento dipendenti diretti e i 200 circa dell'indotto, dice la Filctem Cgil.

La realtà è che la centrale Edipower di Brindisi Nord - Costa Morena negli ultimi anni ha affrontano periodi di fermo molto più lunghi di quelli di produzione, e già questo aveva inquietato sindacati e lavoratori, inviati in ferie obbligate o ai corsi di formazione. La domanda "cosa c'è dietro l'angolo?" è perciò angosciante senza risposte. Almeno al momento.

"Il comitato degli iscritti di Edipower e la segreteria Filctem di Brindisi - perciò - ritengono opportuno che da parte delle istituzioni locali ci sia un chiaro segnale sul futuro della centrale Edipower, da presentare ufficialmente anche al Ministero dello Sviluppo Economico che sta seguendo direttamente la riorganizzazione Edison. Come Filctem Cgil non possiamo che manifestare la più ferma contrarietà verso una eventuale ennesima dismissione di un sito produttivo del nostro territorio. Se la politica di Brindisi sceglie di invocare stravolgimenti di piani industriali il sindacato rivendica la garanzia del mantenimento dell'occupazione".

Quindi, in qualche modo, bisogna stabilire sin da questo momento cosa si dovrà fare per non perdere un solo posto di lavoro. Spostamento verso l'organico di Enel Cerano? Ricollocazione in altre aziende coperta nei tempi necessari dal ricorso ad ammortizzatori sociali? Il confronto non potrà essere aggirato dalla politica, anche in un momento assai poco favorevole come il periodo di commissariamento che attende la città capoluogo. In autunno, nell'agenda, il caso Edipower entrerà comunque di forza.

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