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Energie alternative, la rivolta delle imprese tradite passa da Brindisi

BRINDISI - Sono nati – naturalmente in rete - appena due settimane fa, e nel breve volgere di pochi giorni hanno raggiunto quote vertiginose di adesioni: non solo le oltre 24mila su Facebook, ma le convention piene zeppe in giro per l'Italia per dire no al decreto “ammazza green economy” a firma del ministro Romani. Il nome del movimento spontaneo che questa mattina ha fatto tappa a Brindisi, presso l'Hotel Internazionale, è eloquente : “Sos rinnovabili”, sigla che sta per le oltre 150mila imprese impegnate nel settore da un capo all'altro della penisola, alle quali il governo virando a 360 gradi, ha appena tagliato i viveri. Incentivi al fotovoltaico drasticamente ridotti, con una argomentazione su tutte: “Gli incentivi al fotovoltaico, se fossero andati così come stavano andando, sarebbero costati ai cittadini italiani nei prossimi anni 7 miliardi all’anno”, ha detto Romani.

BRINDISI - Sono nati - naturalmente in rete - appena due settimane fa, e nel breve volgere di pochi giorni hanno raggiunto quote vertiginose di adesioni: non solo le oltre 24mila su Facebook, ma le convention piene zeppe in giro per l'Italia per dire no al decreto "ammazza green economy" a firma del ministro Romani. Il nome del movimento spontaneo che questa mattina ha fatto tappa a Brindisi, presso l'Hotel Internazionale, è eloquente : "Sos rinnovabili", sigla che sta per le oltre 150mila imprese impegnate nel settore da un capo all'altro della penisola, alle quali il governo virando a 360 gradi, ha appena tagliato i viveri. Incentivi al fotovoltaico drasticamente ridotti, con una argomentazione su tutte: "Gli incentivi al fotovoltaico, se fossero andati così come stavano andando, sarebbero costati ai cittadini italiani nei prossimi anni 7 miliardi all'anno", ha detto Romani.

Tutto falso, replicano le imprese che ieri hanno catalizzato una folla da grandi occasioni all'Internazionale. C'erano tutte le associazioni di settore, nessuna esclusa, c'era Confindustria ma anche la Camera di commercio, Confesercenti e Cna, c'erano i rappresentanti delle imprese edili, che a Brindisi hanno convertito pressoché interamente le proprie attività nella realizzazione dei campi fotovoltaici. E c'era soprattutto una enorme platea di lavoratori che hanno sottolineato di essere presenti con la benedizione dei rispettivi datori di lavoro, "siamo qui e saremo pagati come se stessimo sui cantieri, perchè questa è una battaglia dove o sopravviviamo, o moriamo tutti".

Rendenz-vous andato in scena proprio mentre i lavoratori immigrati boicottati dalla Tecnova chiedeva invano di incontrare il prefetto di Brindisi, Nicola Prete, chiedendo giustizia per la "scomparsa" improvvisa dell'azienda, che da un giorno all'altro li ha lasciati senza occupazione e senza stipendio, dileguandosi nel nulla. "Bisogna fare gli opportuni distinguo", ha detto Roberto Scognamiglio, fra gli organizzatori della manifestazione che ha già fatto tappa a Catania, Roma e avanti fino a Brindisi.

"Siamo i primi a chiedere pulizia nel settore, ma demonizzare le rinnovabili è assurdo. Noi siamo la vera alternativa al carbone e al nucleare, quello che chiediamo è l'azzeramento del decreto e ci impegniamo fin da subito a firmare un protocollo di legalità nella prefettura di Brindisi come altrove". Chi confonde le carte, il messaggio è questo, gioca sporco. Gli imprenditori di "Sos rinnovabili" scendono dunque in piazza per fare definitivamente chiarezza, bollando il decreto Romani come incostituzionale, i ricorsi sono già pronti, partiranno subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Gli imprenditori spiegano perchè: "Dopo aver cercato di trasformare il già basso obiettivo di 8mila megawatt da fotovoltaico in un tetto (in contrasto prima con la logica poi con la normativa europea), il governo ha cambiato rotta a seguito delle proteste che si erano levate da tutto il Paese. Così, il decreto che paradossalmente recepisce le normative europee sullo sviluppo delle rinnovabili, ha sospeso il giudizio sull'incentivo dato all'energia dal sole, un incentivo che era già stato ridotto del 30 per cento solo sei mesi prima, dal terzo conto energia che prevedeva inoltre dei successivi tagli annuali del sei per cento. Gli incentivi al fotovoltaico sono già decrescenti.

Quello che ha portato l'intero settore alla bancarotta è il fatto che si è detto che ci saranno nuovi tagli e che saranno decisi a due mesi dal decreto. Un decreto anticostituzionale, perchè di fatto agisce in maniera retroattiva sugli investimenti già in corso, a causa del quale circa 10mila persone rischiano il posto di lavoro". Scognamiglio ha concluso: "Ci sarebbe piaciuto che, proprio qui a Brindisi, ci fosse stata anche Enel a confrontarsi con noi". La provocazione non cade nel vuoto, la folla applaude vigorosamente. Prossimo obiettivo, grande manifestazione di piazza a Roma, l'appuntamento sarà fissato per la prossima settimana.

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