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Fotovoltaico, nuove regole e produzione di energia: gli ambientalisti chiedono vertice Regione-enti locali

BRINDISI – C’è un po’ di confusione a queste latitudini, sulla regolamentazione degli insediamenti fotovoltaici. Non essendo quella di Brindisi una provincia autonoma, non può adottare regolamenti in deroga a quelli nazionali né può legiferare in materia, ma attenersi solo alle competenze assegnatele dalla legge. Inoltre, la Regione Puglia sta predisponendo un proprio regolamento (ne ha facoltà). Se ne è accordo il Partito Democratico che, pur essendo in giunta con Ferrarese, solo stamani ha tenuto una riunione in federazione per darsi una via maestra in previsione del consiglio provinciale di lunedì mattina. Fermo restando tutto ciò, è giusto che la normativa regionale introduca al più presto misure di tutela del paesaggio e delle colture pregiate, ed è giusto nel frattempo avere un quadro esatto della situazione per fermare le operazioni speculative.

BRINDISI - C'è un po' di confusione a queste latitudini, sulla regolamentazione degli insediamenti fotovoltaici. Non essendo quella di Brindisi una provincia autonoma, non può adottare regolamenti in deroga a quelli nazionali né può legiferare in materia, ma attenersi solo alle competenze assegnatele dalla legge. Inoltre, la Regione Puglia sta predisponendo un proprio regolamento (ne ha facoltà). Se ne è accordo il Partito Democratico che, pur essendo in giunta con Ferrarese, solo stamani ha tenuto una riunione in federazione per darsi una via maestra in previsione del consiglio provinciale di lunedì mattina. Fermo restando tutto ciò, è giusto che la normativa regionale introduca al più presto misure di tutela del paesaggio e delle colture pregiate, ed è giusto nel frattempo avere un quadro esatto della situazione per fermare le operazioni speculative.

Sul tema oggi sono intervenute anche le associazioni ambientaliste brindisine (in verità anche loro con le idee non del tutto chiare sulle competenze), per rilanciare la richiesta al Comune, alla Provincia e alla Regione Puglia di rivendicare dalle società elettriche una riduzione dell'utilizzo di combustibili fossili in proporzione all'energia prodotta con fonti alternative. Di seguito, il comunicato delle organizzazioni ambientaliste brindisine.

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Sulla invasiva proliferazione degli impianti fotovoltaici siamo pienamente d'accordo con le dichiarazioni del Presidente della Amministrazione provinciale Ferrarese. E' vero: occorre una seria e severa regolamentazione perché l'emergenza fotovoltaica può diventare un incubo più grave di quello dei rifiuti a Napoli. Una regolamentazione - ci sembra opportuno aggiungere - che deve essere ben meditata nel suo impianto e nella sua articolazione per metterla al riparo da eventuali contestazioni sul versante giuridico.

Le nostre associazioni, pur essendo favorevoli allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili come alternativa a quelle fossili, hanno più volte segnalato l'indispensabilità di una disciplina particolare in materia di fonti rinnovabili nella provincia di Brindisi. Una disciplina che tenga conto dell'enorme contributo che questa terra ha dato e continua a dare alle esigenze nazionali di produzione energetica. Un contributo che, per la sua entità e per il massiccio impiego del carbone, provoca un devastante impatto ambientale con gravi danni alla salute dei cittadini. Una situazione davvero intollerabile che va decisamente affrontata con adeguate e urgenti misure e che non può certo tollerare ulteriori impatti territoriali negativi di qualsiasi genere.

La normativa nazionale e quella regionale ignorano queste esigenze. Ben venga allora la regolamentazione proposta dal presidente Ferrarese ma il nostro impegno non si ferma a questa giusta posizione difensiva. È un impegno che la supera e si esprime nella richiesta rivolta alla Regione Puglia e alle Amministrazioni locali di fare quanto è in loro potere per ottenere una consistente riduzione del combustibile bruciato nelle centrali elettriche. Un dovere questo che si salda con quello - è bene sempre ricordarlo - di portare avanti, non solo sul versante giudiziario ma anche su quello socio politico, la più intransigente opposizione alla realizzazione del rigassificatore. I pesanti guasti subiti vanno combattuti ed è folle aggiungerne altri come quello che provocherebbe la costruzione di una nuova ventrale elettrica a olio vegetale della Brundisium SpA a Costa Morena: progetto avvolto da un preoccupante silenzio.

Nessuno dimentichi che Brindisi sta vivendo una vera e propria emergenza ambientale con gravi attacchi al diritto al lavoro e al diritto alla salute, due articolazioni del diritto primario alla vita, un'esistenza che deve essere, come dice la Costituzione "libera e dignitosa". Chiediamo perciò al Presidente della Regione Vendola, al Presidente della provincia Ferrarese ed al Sindaco di Brindisi Mennitti di valutare l'opportunità di un loro incontro per concordare e coordinare misure adeguate e urgenti nell'interesse della nostra comunità.

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