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Forzati del fotovoltaico, aperta indagine per riduzione in schiavitù

BRINDISI – Riduzione in schiavitù. E’ questa l’ipotesi di reato su cui indaga la procura di Lecce dopo la “rivolta” degli “schiavi del fotovoltaico” dipendenti dall’azienda spagnola Tecnova, mentre la Guardia di Finanza salentina congela 5 milioni di euro sui conti correnti dell’impresa. Dopo il sit in di via Bastioni, nella serata di ieri – epilogo di un’altra vana giornata d’attesa per tre mesi arretrati di stipendio, che ha procurato qualche ora di disagio nel centro storico messapico – i dipendenti di colore di Tecnova hanno deciso di spostarsi a Lecce. Un breve blocco anche sulla statale Brindisi- Lecce ed un’altra manifestazione nei pressi della prefettura salentina prima di incontrare i responsabili del sindacato Ugl che avevano già da qualche mese iniziato a sostenere la loro causa anche con una serie di denunce.

BRINDISI - Riduzione in schiavitù. E' questa l'ipotesi di reato su cui indaga la procura di Lecce dopo la "rivolta" degli "schiavi del fotovoltaico" dipendenti dall'azienda spagnola Tecnova, mentre la Guardia di Finanza salentina congela 5 milioni di euro sui conti correnti dell'impresa. Dopo il sit in di via Bastioni, nella serata di ieri - epilogo di un'altra vana giornata d'attesa per tre mesi arretrati di stipendio, che ha procurato qualche ora di disagio nel centro storico messapico - i dipendenti di colore di Tecnova hanno deciso di spostarsi a Lecce. Un breve blocco anche sulla statale Brindisi- Lecce ed un'altra manifestazione nei pressi della prefettura salentina prima di incontrare i responsabili del sindacato Ugl che avevano già da qualche mese iniziato a sostenere la loro causa anche con una serie di denunce.

In mattinata, qualcuno è ritornato nei pressi della prefettura di Brindisi, ma al contrario di quanto annunciato, non c'è stato alcun incontro tra il prefetto Nicola Prete e gli extracomunitari. Negli uffici della Digos della questura di Brindisi si è presentato uno sparuto gruppo di lavoratori accompagnato da un dirigente leccese dell'Ugl. Nel corso dell'incontro è stato stabilito che mercoledì prossimo gli extracomunitari terranno una grande manifestazione a Lecce ed un incontro con il prefetto Mario Tafaro per poi presentare una nuova istanza alla questura di Brindisi per chiedere ufficialmente un incontro con il prefetto Nicola Prete, volto a sensibilizzare l'autorità di governo per avviare un monitoraggio delle aziende che operano sul territorio perché non accada quanto successo con la Tecnova.

Quest'ultima, pare che abbia ormai ceduto il ramo d'azienda ad un'altra impresa che avrebbe assunto l'impegno di onorare tutti i debiti, stipendi arretrati compresi. Altre aziende che lavoravano con Tecnova, vista la situazione, si sono offerte di anticipare altri pagamenti all'azienda per consentire il saldo degli stipendi dei lavoratori. Duro monito del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che da Bari ha commentato la vicenda: «Mi auguro che quell'episodio trovi in tempi rapidi una sanzione giudiziaria dura, adeguata alla gravità di uno sfruttamento indegno, rispetto al quale esistono delle norme che vanno applicate in tutto il loro rigore». Mantovano in relazione al presunto sfruttamento di immigrati in aziende fotovoltaiche pugliesi ha aggiunto che il fatto «ha avuto un seguito di indagine da parte delle forze di polizia che l'hanno curata e mi auguro che adesso abbia un seguito anche di dovuta e necessaria repressione giudiziaria».

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