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Fotovoltaico, sigilli a un altro impianto

BRINDISI – Difformità tra progetto iniziale e quanto effettivamente realizzato. E scattano i sigilli ad un nuovo parco fotovoltaico alle porte di Brindisi, ad opera della polizia municipale. Nell’ambito della attività di controllo delle opere e dei manufatti edilizi insistenti sul territorio comunale, così come disposto dal comando, la polizia municipale di Brindisi ha sottoposto a sequestro penale l'impianto di oltre un ettaro presente in contrada Lobia, nella zona di Mitrano, la cui potenza nominale elettrica risulta, dagli atti, pari a 999,6 kilowatt, quindi poco meno della fatidica soglia di un megawatt che con la vecchia normativa regionale, modificata a fine 2010, consentiva la realizzazione dei parchi fotovoltaici con la sola Dia.

Il campo fotovoltaico sequestrato dai vigili

BRINDISI - Difformità tra progetto iniziale e quanto effettivamente realizzato. E scattano i sigilli ad un nuovo parco fotovoltaico alle porte di Brindisi, ad opera della polizia municipale. Nell'ambito della attività di controllo delle opere e dei manufatti edilizi insistenti sul territorio comunale, così come disposto dal comando, la polizia municipale di Brindisi ha sottoposto a sequestro penale l'impianto di oltre un ettaro presente in contrada Lobia, nella zona di Mitrano, la cui potenza nominale elettrica risulta, dagli atti, pari a 999,6 kilowatt, quindi poco meno della fatidica soglia di un megawatt che con la vecchia normativa regionale, modificata a fine 2010, consentiva la realizzazione dei parchi fotovoltaici con la sola Dia.

Le due società esecutrici dei lavori sono la "Sunleaves" Srl di Milano e la "Webling" Srl di Torino. Gli accertamenti dei vigili urbani, condotti insieme col personale tecnico del Settore urbanistica del Comune di Brindisi, sono comin ciati con un primo sopralluogo ed hanno consentito di apporre i sigilli dopo una serie di ulteriori verifiche anche documentali, che hanno rivelato alcune difformità edilizie tra quanto formalizzato negli elaborati tecnici presentati e quanto invece realizzato nei fatti. Difformità sostanziali - secondo la polizia municipale - tali da imporre il sequestro penale d'ufficio.

Le difformità rilevate dai vigili urbani, diretti dal comandante Teodoro Nigro, riguardano le opere in cemento armato, il numero dei pannelli, la viabilità interna e l'impiantistica di vario genere e tipo, complementare all'impianto fotovoltaico. Il tutto con inefficacia conseguente della Dia (Dichiarazione inizio attività) prodotta ad avvio cantiere. Del sequestro dell'impianto di contrada Lobia, per violazione delle norme urbanistiche, è stata informata la Procura della Repubblica.

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