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Gas e denunce, altre risposte a Br Lng

BRINDISI - Proseguono gli interventi e le prese di posizione sul recente inasprimento del confronto sul tema del rigassificatore a Capo Bianco, riportato al calor bianco dalla visita dell'ambasciatore britannico Christopher Prentice a Brindisi e dall'opinione favorevole all'operazione resa nota dal nuovo presidente dell'Autorità Portuale, Hercules Haralambides, poi dall'annuncio di Brindisi Lng del possibile ricorso alle vie legali a tutela dell'immagine dell'azienda.

BRINDISI - Proseguono gli interventi e le prese di posizione sul recente inasprimento del confronto sul tema del rigassificatore a Capo Bianco, riportato al calor bianco dalla visita dell'ambasciatore britannico Christopher Prentice a Brindisi e dall'opinione favorevole all'operazione resa nota dal nuovo presidente dell'Autorità Portuale, Hercules Haralambides, poi dall'annuncio di Brindisi Lng del possibile ricorso alle vie legali a tutela dell'immagine dell'azienda.

Alle condanne di tale atteggiamento arrivate da Provincia, Comune, Cgil e Pd si aggiungo oggi una risposta degli ambientalisti e un intervento del consigliere regionale di Sel, Toni Matarrelli. Brindisi Report tra ieri e l'altro ieri ha cercato anche un contatto prima con l'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, a proposito delle posizioni di Haralambides, candidato sostenuto anche dalla Regione Puglia, senza ottenere un commento, quindi con la vice presidente Loredana Capone, dalla quale attendiamo ancora un riscontro.

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La risposta del fronte ambientalista a Brindisi Lng

Con una nostra recente nota abbiamo mosso motivate critiche alla offensiva propagandistica della Brindisi Lng rivolta a fare pressioni sugli enti e gli uffici interessati per ottenere il "via libera" alla costruzione di un impianto il cui procedimento autorizzativo è stato ritenuto sia dall'autorità giudiziaria e sia dal competente ministero segnato da illegalità di varia natura che hanno dato luogo, da una parte, ad un procedimento penale tutt'ora in corso e, dall'altra, alla riapertura della procedura autorizzativa ritenuta irregolare e priva di prescritti adempimenti.

Abbiamo in quella nota rilevato che il presidente della British Gas Ratti in una recente intervista, rispondendo ad una specifica domanda sul citato processo penale, aveva dichiarato quanto segue: "so quello che è accaduto ma ora è tutto diverso". Una chiara ammissione quindi che le cose in passato non sono andate come dovevano andare tanto è vero che il predetto dirigente avverte oggi il bisogno di dare assicurazione che tutto è cambiato e che è subentrata "gente nuova". Collegandoci a tale dichiarazione abbiamo, nel nostro intervento, ribadito che, come abbiamo fatto in passato, avremmo continuato ad invitato le competenti autorità a valutare l'opportunità di esperire accertamenti per verificare se nel prosieguo della procedura alle vecchie irregolarità se ne fossero aggiunte di nuove.

Sorprende che quest'ultimo passaggio della nostra nota abbia fatto focosamente insorgere la Brindisi Lng fino ad indurla a rivolgere alle nostre associazioni espressioni duramente offensive e a prospettare addirittura l'avvio di reazioni giudiziarie prive di qualsiasi logica e fondamento e quindi tali da risultare, esse sì, giuridicamente censurabili. Ma su un piano diverso la sortita della Lng suscita alcune domande. Non dovrebbe la citata società essere come noi favorevole all'espletamento di ogni verifica rivolta ad assicurare la regolarità delle procedure in corso? E perché mai essa manifesta tanta acrimonia nei confronti di un movimento ambientalista locale che ha sempre conciliato la nettezza delle proprie posizioni con il pieno rispetto della legalità?

Nel suo furore repressivo la Lng non tollera che si definisca, come noi abbiamo fatto e continueremo a fare, "pericoloso" il progetto per la costruzione del rigassificatore nel porto, a ridosso della città e in una zona a rischio di incidente rilevante. Una costruzione, teniamo a ricordare, che il Presidente della regione Vendola ha pubblicamente e ripetutamente definito "un crimine contro l'umanità". E non basta perché passa disinvoltamente all'offesa gratuita tacciando le nostre tesi di "terrorismo" e " retriva propaganda pseudo ambientalista".

Si spinge inoltre ad avanzare dubbi sulla rappresentatività del nostro movimento dimenticando che il "NO" al rigassificatore è una scelta non solo nostra ma anche di vaste espressioni della società civile e soprattutto della Regione Puglia e delle Amministrazioni locali che hanno istituzionalmente la rappresentanza democratica delle popolazioni interessate. Ringraziamo intanto per le autorevoli e puntuali attestazioni di solidarietà che da più parti ci giungono.

Viviamo in un paese democratico nel quale i "controlli di legalità" sono posti a garanzia dello Stato di diritto, un Paese retto da una Costituzione che promuove la partecipazione dei cittadini e, all'articolo 21, sancisce il diritto alla libera manifestazione del pensiero. Ne prenda nota la British Gas/Brindisi Lng: nessuno può mettere il bavaglio ai cittadini di Brindisi.

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L'intervento del consigliere regionale Toni Matarrelli

La scomposta e furiosa reazione della Brindisi LNG con l'inedita minaccia di tutelarsi legalmente dal «tentativo quasi intimidatorio con il quale ancora una volta alcune etichette ambientaliste tentano di strumentalizzare le "competenti autorità" in vista di fantomatiche "nuove illegalità" da accertare» la dice lunga su quale volontà autentica di confronto soggiace agli ennesimi tentativi di "persuadere" la popolazione brindisina sugli effetti benefici del loro impianto di rigassificazione.

Una tale risposta conferma l'irritazione degli inglesi verso la "resistenza" della maggioranza del popolo brindisino che impedisce di concretizzare intese di "vertice" raggiunte da anni. Una insofferenza alla cittadinanza attiva ed all'autonomia delle istituzioni locali sempre malcelata ma mai espressa in tutta la virulenza come nella recente occasione.

Va allora ricordato alla società inglese ed ai suoi legali rappresentanti italiani che questo territorio appartiene a chi lo vive, che è stata pagato un prezzo altissimo alla doverosa solidarietà nazionale di produrre energia per il resto del Paese. Che questo contributo è stato operosissimo e doloroso perché ha fiaccato la crescita occupazionale dopo averla illusa (come sta riaccadendo) con assunzioni temporanee e senza prospettiva, penalizzato oltre misura un ambiente naturale con evidenti vocazioni alternative ed ha segnato la vita di tante famiglie con la crescita esponenziale di malattie tumorali.

A questo modello di sviluppo un popolo si oppone come si oppone anche alla decisioni calate dall'alto che tutelano gli interessi di pochi a scapito dell'interesse generale. E, quando mai ce ne fosse bisogno, una reazione così intimidatoria e antidemocratica non fa che rinsaldare le ragioni del movimento di opposizione al progetto del rigassificatore.

Per parte mia mi farò carico di sollecitare un ennesimo intervento del governo regionale, e dei consiglieri regionali del territorio, perché mai sia attenuato il diritto di critica e si rinnovi la vicinanza della Regione Puglia alle sacrosante lotte del movimento ambientalista e alla democratica e legale resistenze degli Enti locali che altro non vogliono che decidere il loro stesso destino.

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