Il Cobas al sindaco: "Chiudi la centrale"

BRINDISI - Il Cobas Lavoro privato chiede al sindaco di Brindisi di rompere di gli indugi con la società A2A, nuova proprietaria della termoelettrica di Costa Morena ex Edipower, e di applicare la convenzione del 1996 con Enel, che prevedeva appunto la chiusura di quella centrale e il passaggio del personale alla centrale di Cerano. Ciò per la mancata presentazione del piano industriale entro il corrente mese di dicembre 2012.

La centrale Edipower di Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI - Il Cobas Lavoro privato chiede al sindaco di Brindisi di rompere di gli indugi con la società A2A, nuova proprietaria della termoelettrica di Costa Morena ex Edipower, e di applicare la convenzione del 1996 con Enel, che prevedeva appunto la chiusura di quella centrale e il passaggio del personale alla centrale di Cerano. Ciò per la mancata presentazione del piano industriale entro il corrente mese di dicembre 2012.

"La locale direzione della Centrale Edipower di Brindisi ha deciso quest'anno di non realizzare la consueta messa di Natale con tutti i lavoratori - scrive ironizzando il coordinatore del Cobas, Roberto Aprile - perchè ha avuto paura che gli spiccioli che donava ad una parrocchia potessero essere scambiate per tangenti come nel caso dell'Ilva di Taranto. La direzione Edipower ha avuto quindi la felice idea di realizzare una cena al ristorante per soli ingegneri e qualche altra figura meritevole".

"Cosa ci fosse da festeggiare al ristorante i lavoratori proprio non l'hanno capito visto che sono stati spogliati di quasi tutti i loro diritti, con spiacevoli ricadute economiche, pur di conservare il posto di lavoro. Tutto questo accade in una società - accusa il Cobas - che entro dicembre 2012 doveva presentare un piano industriale riguardo l'ambientalizzazione di Brindisi Nord, con una spesa quasi di mezzo miliardo di euro".

"Alcuni mesi fa denunciammo il fatto - scrive ancora Roberto Aprile - che la A2A, società proprietaria dell'impianto, difficilmente avrebbe onorato l'impegno per il fatto che avevano una grossa esposizione debitoria con le banche. L'A2A rispose immediatamente dai loro uffici di Milano agli organi di stampa locali che raccontavamo bugie e che gli impegni per Brindisi sarebbero stati mantenuti pienamente".

L'unica cosa vera, secondo il Cobas, "è che Brindisi Nord viene mantenuta in piedi con il funzionamento di poche settimane all'anno per ottenere benefici ed incentivi da parte dello Stato, tagliando sempre più costi e salari dei lavoratori dall'altra. A questo punto invitiamo l'amministrazione locale a chiudere questa penosa vicenda con la società proprietaria dell'impianto di Costa Morena. Il tutto rispettando la convenzione Enel - Comune del 1996 che prevedeva la chiusura ed il trasferimento del personale da una centrale all'altra".

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