Lite sul carbone tra Ferrarese ed Enel

BRINDISI – S’infiamma la querelle sul carbone. Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese torna a tuonare contro le emissioni dalla Centrale di Cerano: “Sì alla parziale sostituzione del combustibile, con il gas”, ha affermato a margine del colloquio che lo ha visto protagonista ieri con il ministro all’Ambiente, Corrado Clini. Ma il responsabile delle relazioni esterne territoriali per il Sud di Enel, Donato Leone, replica: “Siamo sorpresi delle parole del presidente”.

Donato Leone

BRINDISI – S’infiamma la querelle sul carbone. Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese torna a tuonare contro le emissioni dalla Centrale di Cerano: “Sì alla parziale sostituzione del combustibile, con il gas”, ha affermato a margine del colloquio che lo ha visto protagonista ieri con il ministro all’Ambiente, Corrado Clini. Ma il responsabile delle relazioni esterne territoriali per il Sud di Enel, Donato Leone, replica: “Siamo sorpresi delle parole del presidente”.

Ma partiamo con ordine. Ad innescare la polemica era stato nella serata di ieri il presidente della Provincia di Brindisi, che al termine dell'incontro informale avuto con il ministro, aveva annunciato alla stampa di aver rappresentato al rappresentante del Governo tecnico innanzitutto “la preoccupazione delle popolazioni locali per le trivellazioni a mare. A questo proposito – è tornato a sottolineare anche oggi Ferrarese - il ministro ha confermato che le norme di salvaguardia introdotte nel 2010 assicurano elevati livelli di protezione. In ogni caso - prosegue Ferrarese - il ministro si è impegnato a valutare con le Regioni ulteriori possibili misure di protezione del mare”.

Sin qui il nodo legato alle trivelle. Ma poi Ferrarese sarebbe andato oltre, rendendo noto che nell'ambito del faccia a faccia con il ministro ha anche avanzato la richiesta di interventi “per ridurre le emissioni dalla centrale di Cerano, anche attraverso la sostituzione del carbone con il gas naturale almeno in un gruppo della centrale”. E concludendo: “Il ministro ha preso nota della proposta”. Ma evidentemente non è stato il solo a prendere nota. Oggi, infatti, è giunta la replica formale da parte del responsabile delle relazioni esterne territoriali per il Sud di Enel.

“Le dichiarazioni di Ferrarese - commenta Leone - sono in contrasto con tutti gli atti deliberativi e amministrativi compiuti negli ultimi anni dalla Provincia di Brindisi. La trasformazione a gas di un gruppo della centrale di Cerano è un'ipotesi impraticabile dal punto di vista industriale, economico e del mercato elettrico. Auspichiamo un chiarimento in tempi rapidi dello scenario di riferimento - conclude Leone - anche in considerazione dei rilevanti investimenti ambientali che Enel ha già realizzato negli ultimi anni e di quelli previsti in futuro”.

Non è la prima tensione che scoppia tra Enel e Ferrarese. L’autunno scorso altra controversia, stavolta legata alla decisione della Provincia di negare l’autorizzazione al parco fotovoltaico da 72 megawatt su 140 ettari progettato da Enel Green Power e ricadente per buona parte nell’area della Riserva naturale di Saline Punta della Contessa. Una lite tira l’altra, evidentemente. E la polemica si fa persino imbarazzante, tra il numero uno della Provincia (che è anche presidente onorario dell’Enel basket Brindisi) ed i vertici di Enel Produzione.

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