Rigassificatore, convocazione a Roma

BRINDISI - Notizia affiorata nel corso della seduta odierna del Comitato portuale: mercoledì 30 novembre tutti a Roma, al ministero dell'Ambiente, per una nuova seduta della conferenza dei servizi per il progetto del rigassificatore British Gas a Capo Bianco, nel porto esterno di Brindisi. Secondo quanto riferito dal commissario straordinario al Comune di Brindisi, Bruno Pezzuto, si tratta ancora di una seduta istruttoria, e non decisoria. Quindi l'eventuale decreto ministeriale autorizzativo, o il rigetto della richiesta di autorizzazione, tocca al titolare del dicastero allo Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, non è affatto prossimo perchè è conseguente ad una seduta decisoria.

Il sito scelto da British Gas per il rigassificatore

BRINDISI - Notizia affiorata nel corso della seduta odierna del Comitato portuale: mercoledì 30 novembre tutti a Roma, al ministero dell'Ambiente, per una nuova seduta della conferenza dei servizi per il progetto del rigassificatore British Gas a Capo Bianco, nel porto esterno di Brindisi. Secondo quanto riferito dal commissario straordinario al Comune di Brindisi, Bruno Pezzuto, si tratta ancora di una seduta istruttoria, e non decisoria. Quindi l'eventuale decreto ministeriale autorizzativo, o il rigetto della richiesta di autorizzazione, tocca al titolare del dicastero allo Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, non è affatto prossimo perchè è conseguente ad una seduta decisoria.

I soggetti interessati alla conferenza dei servizi sono decine: oltre a Comune e Provincia di Brindisi, e alla Regione Puglia, ci sono l'Autorità Portuale, gli enti militari tutti, tutte le aziende e gli enti pubblici anche regionali coinvolti in qualche modo nel problema degli assetti e delle opere portuali, nonchè dell'ambiente e delle sicurezza degli impianti industriali, gli enti economici del territorio. La conferenza viene presieduta soluitamente dal funzionario ministeriale responsabile del procedimento.

Non si conoscono al momento le scelte del nuovo padrone di casa, Corrado Clini, che dalla struttura del ministero dell'Ambiente proviene, circa gli assetti delle sottocommissioni preposte alle Valutazioni di impatto ambientale, Aia, eccetera. Quindi se restano in carica quelle che la ministra Stefania POrestigiacomo aveva imposto azzerando le precendenti ed affrontando anche alcuni ricorsi ai giudici amministrativi.

le cose erano rimaste sostanzialmente a quedsto punto: Brindisi Lng aveva ottenuto dalla Commissione Via l'ok al progetto, ma con una serie rilevante di prescrizioni che di fatto allungano i tempi di realizzazione dell'impianto, i costi, i problemi tecnici e di bonfica da affrontare. Basti pensare all'interramento per 30 metri (quindi nel fondale marino, data l'ubicazione del sito) dei due giganteschi serbato da 60 metri di altezza per 80 di diametro. Basta immaginare i problemi per scavare le sedi, e poi realizzare due vasche di calcestruzzo speciale di simili dimensioni nel porto esterno, provvedendo a svolgere il tutto con i debiti trattamenti dei materiali di scavo inquinati.

Quindi British Gas - Brindisi Lng aveva reagito con un ricorso, del quale non si conoscono le tappe. Potrebbe riguardare ciò la conferenza istruttoria del 30 novembre prossimo? Esiste una rielaborazione del progetto? Bisognerà riformulare i pareri (Comune, Provincia e Regione hanno già detto non più volte)? Sarà il governo Monti a prendere una decisione su un impianto indesiderato dalle istituzioni del territorio, e caldeggiato solo da una parte dei sindacati e da Confindustria, e comunque da quesi settori politici trasversali conquistati dall'azione di lobbing della multinazionale britannica? Un fatto è certo. Siamo in una fase di grande difficoltà del mercato del gas naturale, le riserve sono esorbitanti, i costi troppo alti, la domanda in calo.

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