Rigassificatore, incontro interlocutorio

BRINDISI – Ognuno può stiracchiare come crede l’incontro tecnico odierno a Roma, convocato dalla responsabile del procedimento (al ministero si chiama così, al tribunale si chiama processo) Concetta Cecere, che ha ereditato la pratica British Gas – Brindisi Lng a fine 2010. La funzionaria, questo è certo, aveva bisogno di rifare il punto della situazione, ascoltare direttamente pareri e motivazioni, porre domande. La dottoressa Cecere ne ha fatta una, ad esempio, al segretario generale dell’Autorità portuale, Nicola Del Nobile, chiedendogli se il rigassificatore fosse previsto dal Piano regolatore del porto. Il segretario ha cercato di cavarsela in corner, rispondendo che era prevista comunque una colmata. Ma non per un impianto industriale, per dirla tutta. E dalla delegazione della provincia di Brindisi è stato ricordato che comunque il sito è sotto sequestro penale per occupazione abusiva di area demaniale marittima.

Planimetria sito rigassificatore

BRINDISI – Ognuno può stiracchiare come crede l’incontro tecnico odierno a Roma, convocato dalla responsabile del procedimento (al ministero si chiama così, al tribunale si chiama processo) Concetta Cecere, che ha ereditato la pratica British Gas – Brindisi Lng a fine 2010. La funzionaria, questo è certo, aveva bisogno di rifare il punto della situazione, ascoltare direttamente pareri e motivazioni, porre domande. La dottoressa Cecere ne ha fatta una, ad esempio, al segretario generale dell’Autorità portuale, Nicola Del Nobile, chiedendogli se il rigassificatore fosse previsto dal Piano regolatore del porto. Il segretario ha cercato di cavarsela in corner, rispondendo che era prevista comunque una colmata. Ma non per un impianto industriale, per dirla tutta. E dalla delegazione della provincia di Brindisi è stato ricordato che comunque il sito è sotto sequestro penale per occupazione abusiva di area demaniale marittima.

Chi ha convocato l’incontro è il direttore della VI Sezione del Ministero dello Sviluppo economico, quella che si occupa dell’approvvigionamento energetico, e oggi ha preso atto personalmente della posizione contraria di Regione Puglia, Comune e Provincia di Brindisi alla costruzione del rigassificatore del gruppo inglese all’interno del porto. Sembra invece che sia stata molto asettica e indefinita quella degli altri 24 soggetti che compongono la conferenza dei servizi, enti civili e militari, oltre alla stessa azienda interessata che ovviamente prosegue il pressing a tutto campo e il lobbying politico – istituzionale – economico, anche se ha chiuso l’info - point di corso Garibaldi. Ma quello era per i brindisini.  Ai quali poco dopo la riunione la Uil provinciale ha pensato bene di fare sapere con un rapido comunicato che praticamente è fatta, anche il governo Monti è interessato al rigassificatore. Evviva.

Si tratta però di una affermazione che non coincide affatto con il senso della nuova seduta istruttoria della conferenza dei servizi svoltasi oggi. Intanto perché se da un lato Bg e Br Lng hanno aggiornato il loro progetto alla luce delle prescrizioni della Commissione Via, condicio sine qua non perché permanga il parere di compatibilità ambientale, è ancora in piedi davanti al Tar del Lazio il ricorso degli inglesi contro tali obblighi tecnici, ritenuti da essi vessatori (come l’interramento per 30 metri nel fondale marino dei due maxi-serbatoi da 60 metri per 80 di diametro). E questa è una parte del problema. Il ministero vuole anche capire quali ragioni tecniche e giuridiche sostengano il “no” dei governi locali, i quali a loro volta potrebbero nuovamente impugnare un eventuale sblocco dell’autorizzazione del 2003 (Berlusconi ), congelata nel 2007 da Bersani (governo Prodi) su minaccia di procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea.

Su tutto poi grava la prolungata crisi del mercato del gas naturale (costi elevati, drastico calo degli ordini), la constatazione che in questo momento l’Italia ha già abbastanza metano per i propri fabbisogni grazie ad Eni, e che è già in fase avanzata la realizzazione di altri rigassificatori tra gli otto previsti dal governo. Senza considerare l’esito del processo British Gas ancora in corso a Brindisi, in relazione ai casi di corruzione (prescritti), di falso e occupazione abusiva di area demaniale marittima. In conclusione, l’impressione di molti è stata quella che i tempi per una decisione, in un senso o nell’altro, non sono affatto brevi.

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