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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Sul nucleare oggi botta e risposta alla Regione tra sinistra e Pdl

BARI - “In un Paese normale, la lista dei siti per le scorie nucleari sarebbe redatta d’intesa con le Regioni, non secretata nella cassaforte di una società per azioni”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ricorda al governo nazionale la moratoria nucleare condivisa nel dicembre scorso dall’intero parlamento pugliese. “Intervengo – ha detto Introna - a nome dell’assemblea legislativa che il 4 dicembre 2009 ha approvato all’unanimità una legge regionale che preclude l’installazione in Puglia di centrali nucleari e depositi di rifiuti radioattivi”.

BARI - "In un Paese normale, la lista dei siti per le scorie nucleari sarebbe redatta d'intesa con le Regioni, non secretata nella cassaforte di una società per azioni". Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, ricorda al governo nazionale la moratoria nucleare condivisa nel dicembre scorso dall'intero parlamento pugliese. "Intervengo - ha detto Introna - a nome dell'assemblea legislativa che il 4 dicembre 2009 ha approvato all'unanimità una legge regionale che preclude l'installazione in Puglia di centrali nucleari e depositi di rifiuti radioattivi".

"Nonostante la posizione univoca espressa in materia - continua il presidente - sulla testa di questa Regione continuano ad essere assunte decisioni. È un modo medioevale di fare politica, che discrimina tra livelli di responsabilità maggiori e minori e irride qualsiasi principio di sussidiarietà, in barba al tanto proclamato federalismo, alla prova dei fatti più annunciato che applicato".

"Se i cinquantadue territori che si prestano ad ospitare localizzazioni di stoccaggio sono all'oscuro delle scelte, è dimostrato - osserva il presidente Introna - che su questioni che riguardano direttamente le popolazioni ci sono poteri decisionali che sovrastano quelli più vicini alla gente".

Mentre il Paese è ancora sprovvisto di un piano energetico nazionale, la Puglia offre alla produzione italiana di energia un contributo che va oltre il fabbisogno regionale. "Paradossalmente, in cambio di questo apporto - fa notare Introna - la Regione, che ha adottato invece la sua programmazione in materia, aspetta ancora di conoscere dal governo Berlusconi quale dovrebbe essere il suo contributo alla bolletta energetica. Non sappiamo chi stabilisce il numero delle centrali nucleari, non abbiamo voce né presenza su tavoli dai quali dipende il futuro della nostra comunità".

"Le scorie rappresentano un pericolo reale - ha concluso il presidente del Consiglio regionale pugliese - in un Paese in cui si individuano occultamente i siti per lo stoccaggio, ma nessuno sa dire con quali processi i rifiuti si potranno rendere inerti e per quanto tempo resteranno ancora radioattivi, a minacciare il nostro territorio come un ordigno ad orologeria".

Ma il nucleare è stato il tema del giorno, oggi nel palazzo della Consiglio regionale della Puglia. Con una nota dura e ironica ha aperto la lista dei commenti il capogruppo del Pd, Antonio Decaro. "Dal momento che al sottosegretario Saia piacciono tanto i depositi di scorie nucleari, lo invitiamo a realizzarne uno sotto la sua abitazione, magari con bar e piscina, per festeggiare ogni ricorrenza e fare bagordi con gli amici fino all'alba".

Decaro ha risposto così alle dichiarazioni del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saia, secondo il quale i depositi di scorie saranno "luoghi vivi e non un cimitero". Per Decaro, "si comincia a delineare l'oscuro disegno del governo. Infatti la Sogin, la società controllata dal Tesoro per la gestione degli impianti nucleari, ha individuato al confine tra Puglia e Basilicata uno dei luoghi ideali ad accogliere le scorie nucleari".

"Per rassicurarci - sottolinea Decaro - Saia ha anche aggiunto che la decisione non l'abbiamo ancora presa. Vogliamo darvi un consiglio - suggerisce il capogruppo - per il bene di tutti questa decisione non prendetela mai. Tanto, in Puglia, né centrali né depositi troveranno mai posto". Del resto, sulla pericolosità delle scorie nucleari è d'accordo anche Berlusconi. Il premier, infatti, in una sua dichiarazione, avrebbe detto: "Le scorie nucleari? Le metterei a Macherio", dove ha sede l'amatissima dimora della ex first lady Veronica Lario.

"E poi, viste le proprietà benefiche riconosciute nei depositi di scorie dal sottosegretario Saia, perché non proviamo a metterli nei cimiteri per resuscitare i morti?

"Ultimo suggerimento - conclude Decaro - fate un favore a noi questa volta e cancellate la Puglia non solo dai siti indicati dalla Sogin, ma dalla cartina dell'Italia. Perché siamo noi a vergognarci di essere governati da persone che si prendono gioco dei cittadini, definendo vivo quello che addirittura è riduttivo chiamare cimitero".

E' stata poi la volta del consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà, Michele Venticelli, che ha diffuso una dichiarazione in merito alle indiscrezioni apparse in questi giorni sull'individuazione da parte della Sogin di siti italiani idonei ad ospitare scorie radioattive.

"Pare che la Sogin abbia individuato una cinquantina di Comuni italiani adatti ad ospitare un sito per le scorie radioattive. Tra questi ci sarebbero anche Comuni al confine tra la Puglia e la Basilicata e tra la Puglia e il Molise. Mi associo - ha dichiarato Ventricelli - alle parole de governatore Vendola ed esprimo il mio totale dissenso. Aggiungo che se la zona individuata tra la Puglia e la Basilicata dovesse essere il territorio murgiano, posso assicurare che quelle comunità si troveranno pronte a contrastare in maniera netta ed inequivocabile quella scelta".

"La Murgia, la Puglia tutta, hanno già dato tanto. Ora è arrivato il momento di dire basta a scelte energetiche che hanno provocato troppi danni ai nostri territori. La Puglia - ha concluso Ventricelli - non ha bisogno del nucleare, né tanto meno di diventare l'immondezzaio nucleare italiano. Una terra la Puglia, lo ricordo, che attraverso le politiche energetiche degli ultimi anni è diventata la prima produttrice italiana di energia da fonti rinnovabili. Una 'discarica' del genere, in Puglia, sarebbe davvero il colmo".

Ha chiuso le dichiarazioni sul nodo del nucleare (centrali e siti di stoccaggio delle scorie) il capogruppo del Pdl, Rocco Palese, respingendo le accuse al governo e affermando che non solo non vi sarebbe alcun progetto di impianti in Puglia, ma ricordando anche che il suo partito in Consiglio regionale ha votato contro tale ipotesi.

"Riecco la sterile polemica e l'inutile allarmismo della sinistra pugliese sull'ipotesi di nucleare nella nostra regione. Il Ggoverno Berlusconi finora ha dimostrato di mantenere sempre gli impegni assunti con i cittadini. E l'impegno a non localizzare in Puglia alcun sito nucleare né di stoccaggio, è stato assunto proprio a Bari - ha ricordato Paese - a maggio 2009 direttamente dal Presidente Berlusconi e nel settembre successivo in Fiera dal ministro dello Sviluppo Economico".

"Il Pdl e il governo nazionale - ribadisce Palese - non hanno alcuna intenzione di fare della Puglia un sito nucleare: lo abbiamo dimostrato votando tutti insieme in Consiglio una legge che lo ribadisce e lo sanno anche le pietre che la Puglia già contribuisce al fabbisogno energetico nazionale, producendo l'87% di energia in più rispetto a quella che le consente di essere autonoma".

"Il fatto che, non appena si sente odore di campagna elettorale - sottolinea l'esponente del Pdl - qualcuno tiri fuori elenchi con siti idonei a possibili localizzazioni, non equivale certo ad una decisione del Governo. Peraltro è stabilito, anche in questo caso con legge dello Stato, che la individuazione e la localizzazione dei siti da parte del governo, avverrà d'intesa con le Regioni. In Italia ci sono già alcune Regioni che si sono dette disponibili ad ospitare centrali".

"Non si vede quindi - conclude Palese - per quale motivo la sinistra abbia deciso di rinfocolare allarmismi e polemiche inutili e sterili. In Puglia non ci saranno mai né una centrale nucleare, né un sito di stoccaggio".

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