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Sabato, 22 Gennaio 2022
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"Troppa CO2, tagliare a Brindisi"

BARI - E’ stato presentato da tutti i capigruppo di maggioranza ed opposizione del consiglio regionale pugliese, primi firmatari i consiglieri Losappio e Disabato, un ordine del giorno che impegna la giunta Vendola ad intervenire nel polo energetico di Brindisi sul problema delle emissioni di anidride carbonica legate alla produzione di elettricità con l'impiego del carbone come combustile delle termoelettriche. Il documento è il risultato del dibattito avvenuto in V Commissione in relazione ad una proposta di legge del gruppo di Sel, finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la riduzione della produzione delle centrali a carbone.

BARI - E' stato presentato da tutti i capigruppo di maggioranza ed opposizione del consiglio regionale pugliese, primi firmatari i consiglieri Losappio e Disabato, un ordine del giorno che impegna la giunta Vendola ad intervenire nel polo energetico di Brindisi sul problema delle emissioni di anidride carbonica legate alla produzione di elettricità con l'impiego del carbone come combustile delle termoelettriche. Il documento è il risultato del dibattito avvenuto in V Commissione in relazione ad una proposta di legge del gruppo di Sel, finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la riduzione della produzione delle centrali a carbone.

A fronte di un giudizio dell'ufficio legislativo che individua nello Stato l'unica autorità delegata a intervenire in questa materia, tutti i commissari presenti hanno concordato, comunque, sulla necessità di affrontare l'argomento con un dibattito in Consiglio, dibattito stimolato dall'oorduine del giorno sottoscritto dai capigruppo. Eccone la trascrizione integrale (il documento è stato diffuso stamani dall'ufficio stampa del consiglio regionale della Puglia).

"Il Consiglio Regionale premesso che il Pear approvato con Ddr n. 827 dell'8 giugno 2007 indica l'obiettivo di una riduzione del 25% in 10 anni delle emissioni di CO2 nel polo di Cerano e Brindisi Nord rispetto ai valori del 2004 mediante riduzione dell'uso del carbone come fonte di alimentazione delle stesse centrali;
nel predetto polo energetico la centrale Enel di Cerano è al primo posto in Italia per l'emissione di 13 milioni di tonnellate di CO2 (dati 2009) abbondantemente superiori alla quota stabilita dalla Direttiva Europea ammontante a 10,4 milioni di tonnellate. A tale poco invidiabile primato vanno aggiunte 5,9 milioni di tonnellate di CO2 emesse dall'Edison di Taranto;
per questi motivi cui si aggiungono altre fonti di emissioni fra le quali la centrale Eni di Taranto, quella Edipower di Brindisi e le centrali a gas o turbogas di Bari, Candela, Modugno, Sansevero la Puglia guida la classifica delle regioni italiane mentre il dato nazionale diminuisce dal 2008 al 2009 passando da 538 a 502 milioni di tonnellate;
in tale situazione la Regione e il nostro Paese risultano e risulteranno inadempienti rispetto agli accordi di Kyoto e alle direttiva UE del "20-20-20", entrambi recepiti dallo Stato Italiano. Dal dicembre 2008 sono in corso trattative con Enel per una riduzione della produzione alimentata dal carbone nel quadro più generale di opere di ambientalizzazione degli impianti brindisini;
queste trattative non hanno però portato alla firma di accordi o atti di intesa e si avvitano in lunghe pause che lasciano la situazione dell'emissioni di CO2 sostanzialmente inalterata; impegna la giunta regionale a sviluppare con la massima urgenza, in ossequio agli articoli 2, 9 e 11 dello Statuto, tutte le iniziative necessarie per applicare il Pear e ridurre le emissioni di CO2 nelle modalità previste dal Piano e per arrivare alla sottoscrizione dell'intesa a salvaguardia della salute dei cittadini e del nostro territorio".
I consiglieri Michele Losappio, Angelo Disabato, Rocco Palese, Salvatore Negro, Antonio Decaro, Davide Bellomo, Donato Pellegrino, Orazio Schiavone.

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