Giuseppe Danese: «Così abbiamo dato lustro alla nautica pugliese»

BRINDISI - Giuseppe Danese da tre anni si divide tra la guida del suo cantiere navale e la presidenza del Distretto nautico della Puglia, incarico non remunerato (e forse per questo motivo nessun politico lo reclama) che però porta via un sacco di tempo ed energie. A marzo, probabilmente, sarà rieletto presidente dalle 140 aziende aderenti. Sarebbe il giusto ringraziamento per un uomo che si è speso tanto per portare all'attenzione della giunta regionale un settore economico che fino a qualche anno fa conta come il due di briscola.

Il presidente del Distretto della Nautica, Giuseppe Danese

BRINDISI - Giuseppe Danese da tre anni si divide tra la guida del suo cantiere navale e la presidenza del Distretto nautico della Puglia, incarico non remunerato (e forse per questo motivo nessun politico lo reclama) che però porta via un sacco di tempo ed energie. A marzo, probabilmente, sarà rieletto presidente dalle 140 aziende aderenti. Sarebbe il giusto ringraziamento per un uomo che si è speso tanto per portare all'attenzione della giunta regionale un settore economico che fino a qualche anno fa contava come il due di briscola.

Come giudica questa esperienza?

«Sicuramente positiva. È partita in sordina, ma l'aver attirato l'attenzione della Regione su questo settore è stato un fatto importantissimo. Fino a quel momento di nautica si parlava soltanto, ma senza avere numeri e senza avere la contezza di cosa sia davvero questo settore».

Forse perché non fa girare grandi numeri?

«Perché è un settore fatto di aziende per lo più a carattere familiare, che però messe insieme danno vita a numeri consistenti in termini di occupazione e fatturato. E poi c'è stata la crescita dei porti turistici pugliesi, che hanno portato a guardare la nautica dal punto di vista delle opportunità di sviluppo turistico».

Cosa avete fatto in questi tre anni?

«Siamo partiti da un'analisi accurata del comparto. Abbiamo intervistato tutte le 140 aziende aderenti al Distretto, per comprendere i loro bisogni: abbiamo sentito i titolari dei cantieri, i rivenditori di barche, i commercianti, i dirigenti dei porti turistici. È stato un lavoro lungo e accurato, che ha posto le basi per i passi successivi del nostro lavoro, perché da lì è nato il Programma di sviluppo, che comprende anche progetti esecutivi per la produzione di catamarani, imbarcazioni, vasche di prova, motori? La Regione ha approvato questo programma ed ha riconosciuto il Distretto. Ora attendiamo il tavolo di concertazione per la creazione di misure ad hoc per sostenere gli investimenti anche nel settore della nautica, così come è stato fatto in quello delle tecnologie e del turismo».

Ma la giunta regionale è al capolinea, bisogna sperare nel prossimo governo regionale?

«Io credo che, chiunque vinca le prossime elezioni, non potrà non tenere conto del lavoro fin qui fatto e delle istanze delle nostre aziende».

Come è stato il 2012 del comparto della nautica?

«Bisogna differenziare. Al nostro interno ci sono aziende produttrici, di commercializzazione e portuali. Abbiamo aziende che hanno raddoppiato il fatturato, aziende che hanno perso ed altre che hanno mantenuto. Hanno sofferto molto i produttori di barche di piccole dimensioni. Meno quelle che commercializzano soltanto. Le aziende che producono componenti invece hanno registrato aumenti importanti, soprattutto grazie ai rapporti internazionali avviati in questi anni. Per quel che riguarda i porti turistici, infine, i dati in termini di presenze sono più che positivi».

E cosa vi attendete per il 2013?

«Puntiamo a quattro obiettivi: 1) un ulteriore sviluppo della portualità turistica, con l'obiettivo di realizzare punti di eccellenza su tutta la costa pugliese e per elevare lo standard dei servizi ricettivi a favore del diportista; 2) Realizzazione di una piattaforma tecnologica per supportare nuovi strumenti e nuove modalità di comunicazione per il marketing del turismo nautico e per proporre il territorio pugliese con moderni sistemi per la fruibilità delle bellezze della Puglia; 3) Integrazione tra turismo nautico e turismo territoriale; 4) Sostegno a nuovi accordi di partenariato con strutture di Paesi frontalieri e dei Paesi del Nord Africa per creare una rete di servizi innovativi e di qualità al fine di sostenere le nuove tendenze dei flussi turistici internazionali verso l'Adriatico e il Mediterraneo orientale».



E forse è proprio sulla promozione all'estero e in Italia che il Distretto ha finora meglio lavorato. Non è così?

«Anche in questo caso la Regione, grazie all'ottima collaborazione con la vicepresidente Loredana Capone, ha accolto i nostri suggerimenti, per esempio togliendo il Canada dal programma inizialmente stilato e inserendo il Salone internazionale di Cannes, a noi più congeniale in quanto rivolto ad un mercato più vicino. Poi siamo stati al Salone nautico di Genova. Anche alla Bit, dove siamo stati i primi ed unici, nel 2011, a proporre il turismo nautico accanto a quello classico territoriale. C'è stato il gemellaggio con Portorose, gli accordi con il Montenegro, con il Salone internazionale di Venezia, e con Franco Ceroici, Ceo di Marina Planet, è un personaggio di riferimento per la nautica da diporto internazionale. Di cose ne abbiamo fatte tante, ma speriamo di farne ancora di più».

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