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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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I palazzi e le case fantasma di cui nessuno si occupa più

Molti sono gli immobili ed i luoghi situati nel territorio comunale di Brindisi, che si trovano da moltissimi anni in uno stato di abbandono e di degrado tale da incidere negativamente sull’ immagine e sul decoro della città, sul senso di appartenenza dei cittadini . In alcuni casi anche sulla sicurezza urbana. Una lunga lista, che fa riferimento a tutti i quartiere della città.

Molti sono gli immobili ed i luoghi situati  nel territorio comunale di Brindisi, che si trovano da moltissimi anni in uno stato di abbandono e di  degrado tale da incidere negativamente sull’ immagine e sul decoro della città, sul  senso di appartenenza dei cittadini . In alcuni casi anche sulla  sicurezza urbana. Una lunga lista,  che fa riferimento a tutti i quartiere della città. Per fare qualche esempio, è sufficiente fare un giro in centro, per accertare la situazione di estremo degrado dell’immobile individuato ai numeri civici 40, 38 e 36 del centralissimo corso Roma.

Un edificio in totale stato di abbandono e di degrado da oltre 40 anni, le cui caratteristiche estetiche costituite dalla facciata fatiscente, dalle tante erbacce ai balconi, dal portone in ferro e dalla serranda d’ingresso completamente arrugginiti, testimoniano l’assenza di ogni attività di manutenzione e di  pulizia di lunghissima data.

Da molti anni i cittadini reclamano inascoltati un intervento per  ripristinare il decoro e le condizioni di sicurezza della zona, anche perché,  unitamente al portone ed alla serranda completamente arrugginiti,  nella parte interna si è insediata una colonia di volatili,  che determina  non poche preoccupazioni di natura sanitaria.

Ma a poche centinaia di metri in linea d’aria altri edifici affogano nel degrado, come quelli situati in via Nazario Sauro, in via Federico II, in via Maglie, in via Bettolo,  in via Gallipoli, in largo Angioli,  in corso Garibaldi, ma anche la caserma Ederle in   via Castello, per citarne solo qualcuno e limitandosi al solo centro urbano. Eppure il decoro era stato individuato come uno degli obiettivi strategici  della passata amministrazione,  per dare sostanza  alle ambizioni di una città, che si dichiarava  proiettata al vertice della cultura europea.

Purtroppo, la situazione dà conto invece della presbiopia di quella  amministrazione, che mentre diceva  di avere chiaro l’orizzonte lungo del futuro della città,  aveva perso di vista  quello breve costituito dalla vita della città, della sue difficoltà, delle sue sofferenze, della sua immagine, della sua vivibilità. Con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Altre amministrazioni comunali, facendo ricorso alle competenze che   scaturiscono  dalla legge, si  sono attivate per contrastare  con più efficacia il fenomeno dell’incuria e dello scadimento della qualità e della vivibilità  urbana,  dettando  le regole  a tutela del decoro e dell’immagine della città.

Lo hanno fatto  attraverso l’istituzione di un apposito regolamento sul decoro urbano, approvato dal consiglio comunale, che obbliga i proprietari degli immobili a mantenere in buona e decorosa condizione  tutte le facciate e tutti gli elementi degli immobili,  esterni o esposti alle aree pubbliche. Ma consente loro anche di intervenire  direttamente con l’intimazione ad adempiere e di procedere  d’ufficio in danno del proprietario dell’immobile,  in caso di mancato adempimento entro un determinato periodo di tempo.

I brindisini, stanchi delle tante promesse non mantenute, hanno finito per  smarrire  il senso e la funzione della politica. Non accettano più di  convivere e subire in silenzio le tante dimenticanze,  i graffiti sui muri,  i giardini pubblici degradati, gli edifici fatiscenti, la città sporca, il sottopasso degradato, le discariche abusive, le strade sbriciolate, l’amianto, i privilegi,  il disordine complessivo.

Credo che gli ultimi avvenimenti, anche elettorali,  abbiano dimostrato che non c’è più spazio per le promesse, bisogna dare senso e spessore alla delega dei cittadini, cogliere e non sprecare la richiesta di cambiamento che viene dal paese, dando una risposta nuova, lavorando per assicurare un futuro  a questa città, con un  programma concreto di interventi, che definisca le priorità,  per recuperare la dignità del ruolo,  per riportare tra la gente il verso senso e l’ indispensabilità  della politica. (Vincenzo Albano)

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