I ragazzi non ritirano le tessere elettorali

BRINDISI - Scatoloni ricolmi di tessere elettorali di neo-diciottenni giacciono a Palazzo di Città. È il risultato dell'allontanamento dei giovani da una politica in cui non credono più.

Elezioni comunali a Brindisi

BRINDISI - Una volta, fra i tanti vantaggi che i ragazzi pensavano desse il raggiungimento della maggiore età, c'era quello del "finalmente posso votare anch'io", quel senso di rendersi, in qualche modo, protagonista della vita politica cittadina, regionale e nazionale.

Il poter votare, infatti, veniva vista come la possibilità di esprimere una propria scelta, un proprio parere e, perché no?, la propria aspirazione affinché le cose potessero andare sempre meglio, un piccolo contributo per migliorare anche il proprio futuro!

Votare faceva sentire grandi, importanti e soprattutto "italiani".

Uno strano fenomeno, però, si sta verificando negli ultimi tempi al Comune di Brindisi, e sicuramente in tutti gli altri comuni d'Italia: i ragazzi a cui è stato inviato con sufficiente anticipo l'avviso di andare a ritirare la tessera elettorale, non ci hanno proprio pensato e così, scatoloni di tessere elettorali giacciono negli uffici del Comune!

A dire della stessa impiegata, sono davvero pochi i ragazzi che se la sono andata a ritirare e ad esempio, lo scatolone con le tessere del 2012 è stracolmo, quello del 2013 lo è ancora di più!

Praticamente, ogni ragazzo brindisino ha ricevuto due-tre mesi prima del compimento del diciottesimo anno di età, una lettera dal Comune di Brindisi, ufficio "Servizio Elettorale", nella quale è scritto "Gentile elettore/elettrice? la S.V. è stata iscritta nelle liste elettorali di questo Comune. Pertanto è invitata a presentarsi presso il Servizio Elettorale di questo Comune per il ritiro della Tessera Elettorale che le consentirà di esercitare il diritto di voto in occasione di consultazioni elettorali".

I fatti dimostrano che i ragazzi non ci hanno pensato proprio a fare una capatina al Comune!

Così, se per i neomaggiorenni è importante prendersi subito la patente, è gratificante potersi firmare le giustificazioni a scuola da soli, è da "grandi" potersi comprare le sigarette senza divieto al tabacchino, è divertente poter sfidare la fortuna comprandosi un "Gratta e vinci" e sognare così un futuro da ricco e vincente, rimane "relativo" il diritto di poter votare.

Questo fenomeno lo si potrebbe interpretare come una certa "sfiducia" nei confronti della politica in generale, una certa cultura del "ma tanto a che serve?" oppure, forse, e questo sarebbe il male minore ed in fondo anche quello che ci si augura un po', il ragionamento "all'occorrenza me la vado a prendere!".

Certo è che i tempi sono cambiati, e come raccontano i nostri genitori, una volta il poter votare era considerato un vantaggio senza se e senza ma, un appuntamento a cui proprio non si poteva mancare?

I giovani di oggi sono diversi da quelli di una volta, ma forse perché è venuta meno la fiducia nei confronti di chi dovrebbe aiutarli a credere in un futuro sereno e costruttivo.

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