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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Speciale Ostuni

I ricavi dell’impresa? Sul conto del socio occulto: evasione da 5 milioni di euro

SAN VITO DEI NORMANNI – Maxi frode all’ombra del mattone. A fronte di una fiorente attività edilizia, le fiamme gialle avrebbero accertato guadagni a conti fatti assai modesti. Incongruenze contabili che non sono sfuggite alle Fiamme gialle. In sede di attività investigativa i baschi verdi hanno scoperto il giochetto: un escamotage che in quattro anni avrebbe consentito di nascondere al Fisco ricavi per complessivi 4 milioni e mezzo di euro.

SAN VITO DEI NORMANNI - Maxi frode all'ombra del mattone. A fronte di una fiorente attività edilizia, le fiamme gialle avrebbero accertato guadagni a conti fatti assai modesti. Incongruenze contabili che non sono sfuggite alle Fiamme gialle. In sede di attività investigativa i baschi verdi hanno scoperto il giochetto: un escamotage che in quattro anni avrebbe consentito di nascondere al Fisco ricavi per complessivi 4 milioni e mezzo di euro.

Nei guai sono finiti in due, entrambi di San Vito dei Normanni: un imprenditore di 35 anni (rappresentante legale dell'impresa di costruzioni finita nel mirino degli inquirenti) ed il suo socio occulto (un tizio di 41 anni). A carico dei due per il momento è scattata una formale denuncia a piede libero presso la competente autorità giudiziaria. Ma le conseguenze di questo gigantesco buco scoperto dalla Guardia di finanza vanno ben oltre le contestazioni di reato già notificate e lasciano supporre ulteriori e clamorosi sviluppi in sede di indagine.

Stando a quello che i militari della Compagnia della Guardia di finanza di Ostuni, diretti dal capitano Antonio Martina, hanno potuto accertare, l'impresa in questione (che conta 13 dipendenti ed opera in tutta la provincia di Brindisi) per alcuni anni avrebbe occultato al fisco i propri profitti, facendoli confluire sul conto corrente del socio occulto: oltre 4 milioni e mezzo di euro, i guadagni introitati in nero. Capitolo in bianco, di conseguenza, anche quello relativo all'Iva, per una evasione complessiva pari a 5 milioni di euro.

Una frode da capogiro, maturata sull'onda lunga di una intensa attività professionale esercitata tra il 2006 e il 2009, in barba all'Ufficio delle Entrate e all'ombra dei registri contabili. Una capillare attività di accertamento quella che ha consentito ai finanzieri di venire a capo dell'oro "nero".

I finanzieri, analizzando la documentazione contabile e bancaria, avrebbero riscontrato evidenti anomalie ed insussistenze in relazione alle dichiarazioni dei redditi prodotte dalla società finita al centro dell'indagine, con particolare riferimento agli anni di imposta 2006, 2007, 2008 e 2009. Periodo nel corso del quale sarebbe maturati i cospicui ricavi puntualmente occultati.

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