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La supervilla sottratta al boss emergente? Stava per essere venduta

CEGLIE MESSAPICA – Prezzo di mercato: 300 mila euro. Tanto avrebbe fruttato al boss la vendita della villa sulla quale all’alba di ieri sono scattati i sigilli. Un sequestro già convalidato dal Gip. La costruzione rurale sulla quale sono scattati i sigilli ad opera dei militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, coordinati dal capitano Antonio Martina, era in vendita, con tanto di cartello affisso davanti al cancello d’ingresso. Antonio Conte - trentadue anni, rinchiuso nel carcere di Augusta dal 2009 – stava dunque per disfarsene, intenzionato a far cassa.

CEGLIE MESSAPICA - Prezzo di mercato: 300 mila euro. Tanto avrebbe fruttato al boss la vendita della villa sulla quale all'alba di ieri sono scattati i sigilli. Un sequestro già convalidato dal Gip. La costruzione rurale sulla quale sono scattati i sigilli ad opera dei militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, coordinati dal capitano Antonio Martina, era in vendita, con tanto di cartello affisso davanti al cancello d'ingresso. Antonio Conte - trentadue anni, rinchiuso nel carcere di Augusta dal 2009 - stava dunque per disfarsene, intenzionato a far cassa.

Chiamato a scontare in carcere una condanna diventata definitiva, Conte (che ha a suo carico precedenti per rapina, sequestro di persona, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da fuoco) si è visto così sfilare l'affare attorno a quelle mura di gran lusso, finite nel mirino delle Fiamme gialle in applicazione della normativa antimafia. La villa (costata sulla carta, all'atto del rogito, 30 mila euro, e situata lungo la provinciale Ceglie-Cisternino), con una copertura di 120 metri quadri, due ingressi, 10 telecamere, piante esotiche e dependance era stata intestata alla convivente dell'uomo.

Antonio Conte è in carcere da due anni. Finì in manette, infatti, il 18 maggio del 2009, nell'ambito dell'operazione "Messapia" che portò all'arresto di sette persone (tutte di Ceglie Messapica) ad opera dei carabinieri della locale stazione, insieme con i colleghi della compagnia di Fasano. In manette finì un piccolo esercito di personaggi già noti alle forze dell'ordine che, in concorso tra loro, spacciavano cocaina, eroina ed hashish.

In casa di Antonio Conte i militari sequestrarono 515 grammi di eroina ancora da tagliare oltre ad altri 75 grammi della stessa sostanza allo stato grezzo. Nella sua abitazione venne anche trovata una pistola calibro 25 con il colpo in canna oltre a materiale per il confezionamento delle dosi.

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